Luce sulle periferie
Nella parrocchia Maria SS.ma del Monte Carmelo di Taranto, venerdì 13 febbraio, si sono ritrovati i soci del Serra club per la presentazione del Contest fotografico 2026 “Luce sulle periferie”. L’incontro è stato introdotto dalla presidente Maria Cristina Scapati ed ha visto la partecipazione entusiasta del Gruppo Scout Taranto 5. A delineare i contorni del contest il parroco Mons. Marco Gerardo, che ha messo al centro la visione di Papa Francesco, il Papa delle periferie del mondo, come la modalità più ampia e forse più realistica per comprendere che le periferie non sono solo spazi geografici ma territori sociali ed esistenziali.


Bergoglio ha sempre privilegiato gli angoli del pianeta dimenticati, ha acceso lui i riflettori su realtà che rischiano di essere perennemente in secondo piano. La sua visione indica la periferia non solo come una realtà economica e storica, ma anche come una caratterizzazione simbolica nella distribuzione del potere mondiale che rischia di rendere permanenti le condizioni di esclusione e di marginalizzazione di buona parte della popolazione della terra. Una lettura geopolitica da cui don Marco è partito per sottolineare come dobbiamo ricentrare lo sguardo spostando l’obiettivo dall’Europa al mondo, dal centro città ai quartieri più distanti, da me all’altro, al diverso, a colui che ci restituisce, come in una immagine, qualcosa di noi stessi.

Nelle condizioni esistenziali di marginalità sociale e di abbandono, negli “scarti”, leggiamo in controluce le periferie esistenziali che parlano alle nostre fragilità e le mettono a nudo. Ogni scatto con cui catturiamo un momento particolare non ci racconta solo ciò che abbiamo inquadrato ma anche qualcosa di noi, del perché abbiamo scelto quell’immagine, di quanto essa è espressione del mio momento presente, della mia sensibilità, del mio più profondo sentire ciò che mi circonda. Il contest ci chiede di guardare alle periferie con uno sguardo nuovo che le illumini e ci racconti la grazia che si cela dietro i volti segnati dalla fatica, dentro le mani che costruiscono solidarietà, nei frammenti di dignità e bellezza da cui ripartire con speranza. La luce, sottolinea don Marco illumina in maniera assai diversa a seconda del punto in cui la collochiamo. Può essere esterna, abbagliante, come quella che ci acceca e lascia in primo piano solo il mio “IO”, lo scatto è un selfie che rimanda al narcisismo dell’apparenza. Può essere quella interiore che non è esposizione ma rivelazione, la luce che splende nelle tenebre e ci svela la verità del nostro essere, quella che ci parla di speranza e di rinascita.
Una foto è comunicazione e la seconda parte gioiosa dell’incontro del Serra Club con i giovani scout ha messo al centro la premiazione del contest 2025 “Comunicare è riscoprire che abbiamo tanto in comune”. La governatrice del Distretto 73 Maria Silvestrini ha premiato Diletta Dinoi per la sua foto che descrive come “una parola alla volta, un gradino alla volta, nascono i rapporti veri”. Un premio per la partecipazione al contest è andato anche a Mirea Pepe “Incontrarsi per progettare insieme. E’ lo spirito con cui gli scout vivono le relazioni all’interno della squadriglia e imparano ad ascoltarsi e a comunicare tra età diverse”. Con questo spirito, come sempre, l’incontro con il gruppo scout è stato una festa ed una grande gioia per i serrani, l’allegria e la partecipazione sono contagiose ed è stato facile far passare con un abbraccio un messaggio di fede e di speranza.














