Vocazione e vocazioni: la riflessione di padre Pino Puglisi

di Maria Lo Presti

P. Puglisi è stato conosciuto dai più a partire dal suo martirio (15/9/93), per cui spesso si guarda alla sua persona fermandosi ai tre anni a Brancaccio. In realtà, anche mentre p. Puglisi era parroco di San Gaetano a Brancaccio, ricopriva diversi ruoli e svolgeva una attività vasta in vari ambiti: padre spirituale del Seminario, seguiva le donne in difficoltà della Casa dell’Accoglienza, coordinava la pastorale giovanile e vocazionale, collaborava con il movimento Presenza del Vangelo, era docente di religione presso un liceo classico… e non si risparmiava in tutte le occasioni in cui poteva essere di aiuto. Molteplice è stata anche la sua attività prima dell’incarico come parroco di San Gaetano.
Qui vogliamo ricordare l’esperienza di p. Puglisi a partire dal CDV (Centro Diocesano Vocazioni). Infatti, p. Puglisi partecipò alla stesura del Piano Diocesano Vocazioni: un direttorio che per la sua valenza e ricchezza è balzato all’evidenza nel panorama nazionale. Il Piano Diocesano Vocazioni fu presentato il 2 febbraio 1980, mentre p. Puglisi era già divenuto direttore del CDV (1979). P. Pino Puglisi dal 1980 fu anche vice-delegato del Centro Regionale Vocazioni (CRV) e poi direttore del CRV dal 1986; ha quindi partecipato agli incontri del Centro Nazionale Vocazioni (CNV) dal 1986 al 1990.
Tra le attività collegate all’animazione vocazionale, ricordiamo l’aver portato a Palermo e a Siracusa la mostra vocazionale itinerante “Sì, ma verso dove?”, coinvolgendo come guide migliaia di volontari, e tra questi mi sono trovata anche io, e riuscendo a portare alla mostra decine di migliaia di giovani.
P. Puglisi non ha lasciato molti testi scritti: qui ne vogliamo ricordare due, già pubblicati online, a cui rimandiamo con dei link. Li segnaliamo perché vi si tratta della vocazione dell’uomo, e delle vocazioni.

Il testo del 1 febbraio 1987 è sul senso della vocazione dell’uomo: https://www.beatopadrepinopuglisi.it/relazione-sul-tema-la-vocazione-delluomo/

Il secondo testo del 1988 guarda alla molteplicità delle vocazioni, le quali sono tutte importanti: https://rivistavocazioni.chiesacattolica.it/2019/11/02/abbiamo-bisogno-di-vocazioni/

Cari giovani, Gesù Cristo è più che mai Vivo

Riportiamo la lettera che don Vincenzo Bracci rivolge ai giovani invitandoli a sperimentare, attraverso l’ascolto della Sua parola, l’incontro e l’amicizia con Gesù Cristo.

Don Vincenzo Bracci è Priore del Monastero San Silvestro, di Fabriano, dal 2015. La sua vita sacerdotale ha sempre avuto una speciale predilezione e vicinanza verso il mondo giovanile, essendo stato per 32 anni docente di religione presso il Liceo Scientifico di Fabriano e l’Istituto Commerciale di Matelica. Contemporaneamente è stato parroco di San Benedetto in Fabriano e di Santa Teresa in Matelica, membro del Consiglio presbiterale e del Consiglio pastorale della diocesi di Fabriano-Matelica, animatore di gruppi giovanili sia dell’Azione Cattolica che di altre associazioni ecclesiali.

 

Lettera aperta ai giovani

Carissimi,

Sono don Vincenzo, un monaco amico di voi giovani, e ho pensato fosse importante scrivervi e inviarvi questo messaggio che scaturisce dal più profondo del cuore. Credo che mai come in questo tempo voi abbiate bisogno di un messaggio forte, di valori e di ideali autentici che danno un senso e un significato profondo alla vostra vita. Da parte mia, so dove trovare questo messaggio che da 2000 anni continua a risuonare nelle strade del mondo e riempie i cuori di speranza incrollabile e di gioia inesauribile.... Continua a leggere

Sceglie il seminario per diventare prete malgrado i genitori. Il grande coraggio di Luca

Massa, 19 ottobre 2018 – E’ un ragazzo di 25 anni ma dimostra di avere tanto coraggio. E una grande fede. Perchè ha fatto una scelta del tutto controcorrente. Ha deciso di diventare sacerdote. E l’ha fatto malgrado l’opinione non favorevole dei genitori. Parliamo di Luca Signanini, uno dei giovani che frequentano il seminario di Massa. E’ un giovane robusto, vestito in modo sobrio, con la barba folta e scura e il cellulare a portata di mano. All’inizio dell’intervista non è tranquillo e si tormenta qualche volta le mani, poi si rilassa. Ma è sempre sincero e parla con il «cuore in mano». Ora studia a Camaiore e vive in seminario a Massa ma è nato e cresciuto a Licciana dove ha fatto le scuole dell’obbligo.

Poi ha frequentato l’istituto Agrario a Fivizzano e dopo il diploma si è iscritto alla facoltà di Agraria a Pisa. «Volevo studiare la natura, gli animali e il mondo vegetale – spiega Luca – per capire come le cose funzionano, cosa ci sta dietro. La bellezza del Creato mi ha sempre affascinato. Ma dopo qualche settimana ho capito che quello non era il mio mondo». Per il giovane sono stati mesi di riflessione profonda. Si è guardato dentro, voleva capire qual’è il suo posto nel mondo. Ha parlato con Dio e ha pregato . «Prima non avevo pensato di diventare sacerdote. Sono sempre stato vicino alla chiesa –aggiunge Luca – , aiutavo in parrocchia ma niente di più. Qualcuno diceva che sarei diventato prete, ma io non lo pensavo. Poi in quei mesi ho parlato anche col mio parroco, don Stefano Lagomarsini. E’ stato lui a dirmi di andare da don Marco Baleani, il rettore del seminario di Massa». E’ la svolta. Il processo di maturazione interiore lo spinge a rivelare le sue intenzioni ai genitori.

«Mio padre è imprenditore edile e mia mamma è operaia in una ditta. Prima ho parlato con mia mamma. E’ stata lei a dirlo a papà. Quanto le ho parlato mia mamma non ha risposto. E’ rimasta attonita, stupita. Anche mio babbo non era tanto contento». Chi l’ha appoggiato fino in fondo sono stati gli amici. «Mi hanno aiutato. Hanno condiviso tutti la mia scelta. Molti per me sono come fratelli». Luca Signanini è da 5 anni che frequenta il seminario. Non può dire quando sarà ordinato sacerdote: «Come diciamo noi – commenta con un filo di auto-ironia – sai quando entri ma non sai quando esci». I primi tre anni di seminario li ha fatti a Pisa, frequentando l’Istituto studi teologici interdiocesano di Camaiore. Due anni fa, quando a Massa ha riaperto il seminario, è venuto qui. Ora è al quinto anno di studi. «Entro in seminario domenica prima delle 22 e finisco di studiare a Camaiore sabato mattina. Sabato pomeriggio e domenica sono dedicati alle attività pastorali. Ci affidano alle parrocchie. Il primo anno ero a Licciana Nardi, poi due anni a San Pio X a Massa. Il quarto anno ero nella basilica cattedrale, il quinto a San Caprasio ad Aulla».

Oggi è un giorno importante. Il vescovo Giovanni Santucci istituirà Luca lettore. «E’ un ministero laico che riguarda l’annuncio della parola di Dio, la catechesi dei bimbi e degli adulti, la guida e il sostegno nella preparazione dei sacramenti. Con me ci sarà Jules Ganlaky, un secondo seminarista: è nato nel Benin ma vive nella comunità San Filippo Neri a Filetto». L’appuntamento è alle 21 nella chiesa Santa Maria Ausiliatrice alla Filanda di Aulla.

ANDREA LUPARIA

Fonte: La Nazione