In tempi difficili, un segno di speranza

Un grande segno di speranza per la nostra Arcidiocesi di Ferrara-Comacchio, e per l’intera Chiesa, ci è stato dato Sabato 10 Ottobre 2020 nella Basilica di San Francesco a Ferrara. Qui hanno avuto luogo, infatti, le ordinazioni presbiterali di don Alessandro Battistini e don Thiago Camponogara, due giovani che il nostro Serra Club di Ferrara ha sempre sostenuto ed incoraggiato durante tutto il loro cammino vocazionale.

Il nostro Serra Club di Ferrara li ha avuti graditi ospiti in occasione del suo recente ed ultimo incontro, tenutosi Lunedì 16 Novembre 2020, cioè il terzo lunedì del mese come d’abitudine, L’incontro, causa emergenza Covid, è necessariamente stato contenuto nella sua durata e caratteristiche, consistendo essenzialmente nella S.Messa seguita dall’Adorazione Eucaristica, ma concedendo spazio e tempo sufficiente alle testimonianze dei due novelli sacerdoti. Queste testimonianze sono diventate ormai una prassi che il Serra Club di Ferrara ha sempre chiesto in occasione di nuove ordinazioni presbiterali e/o diaconali. Soprattutto in questo periodo, però, in cui le nostre scarse certezze in campo sanitario, sociale, economico, lavorativo, ecologico lasciano il posto a preoccupazioni molto reali, la scelta di don Alessandro e don Thiago di consacrarsi al Signore non può che essere un segno di speranza e del fatto che Dio non si dimentica di noi.

Seguono le testimonianze sui percorsi di vita che hanno portato don Alessandro e don Thiago a questo loro importante traguardo. Un articolo più esteso lo si può trovare nel settimanale cattolico di informazione La Voce di Ferrara-Comacchio, N. 29 del 02 Ottobre 2020.

In chiusura all’articolo riportiamo, inoltre, la bellissima testimonianza di Suor Maria Cristiana su ‘La Clausura – una porta sul mondo’. Questa testimonianza si riallaccia molto bene alle precedenti di don Alessandro e don Thiago per quanto riguarda ‘l’incompletezza del prima’ e ‘la pienezza del dopo’.

“Come prima cosa ho dovuto cambiare radicalmente la mia idea sui sacerdoti …”

Nella mia esperienza cristiana, fatta fino alla Cresima, sacerdote era colui che non aveva di meglio da fare se non girare per il paese, con il volto triste e cupo, raccontando storie su Gesù e dicendo a noi ragazzi che se non ci fossimo comportati bene saremmo finiti all’inferno. Crescendo, il mio giudizio tagliente sui preti non si è modificato, anzi, per antitesi guardavo con soddisfazione alla mia vita, felice di non essere come loro. Avevo tutto ciò che un uomo può desiderare: un lavoro prestigioso nell’Esercito, divertimento, indipendenza economica ….. Eppure qualcosa mi mancava.

Ho impiegato diversi anni per comprendere che chi bussava insistentemente alla porta del mio cuore era Lui, il Signore. È stato necessario un lungo e faticoso cammino di discernimento, che mi ha portato da Nardò a Bolzano, fino al seminario di Ferrara, dove sono arrivato otto anni fa e dove ho avuto la fortuna di ricredermi circa l’idea di sacerdote che avevo costruito in giovinezza. Gli insegnanti della Facoltà Teologica, i rettori del seminario, i parroci delle parrocchie in cui ho prestato servizio (due anni a San Paolo del Lido degli Estensi e due nell’Unità Pastorale di Quartesana, Cona e Codrea), i sacerdoti che frequentavano il Seminario e i seminaristi con cui ho condiviso questo percorso di crescita …. in loro ho incontrato uomini autentici, testimoni della gioia della Resurrezione, intenzionati a spendersi completamente per Cristo; capaci di riconoscere Dio nel volto del prossimo, ascoltandolo, accogliendolo e curandolo con grande spirito di sacrificio e servizio, ma sempre con il sorriso e l’entusiasmo; disposti a “sporcarsi le mani” tra e per la gente, con una pastorale viva ed effervescente che passava attraverso l’esempio della propria persona.

Ed eccomi qui, ad un passo dalla mia ordinazione sacerdotale. Confesso di non riuscire ad esprimere ciò che provo in questo momento: sono attraversato da un turbine di sentimenti che vanno dalla trepidazione per una nuova avventura alle preoccupazioni che il ministero comporta; dalla gioia alla grande responsabilità di essere sacerdote. Di una sola cosa sono certo: la mia consacrazione sarà vissuta nell’impegno particolare di essere testimone della gioia della Resurrezione. Sì, perché Cristo è risorto veramente! Spero di riuscire ad incarnare l’augurio che mi ha fatto Monsignor Vittorio Serafini: “Sii sempre un audace seminatore di speranza, un Apostolo gioioso e generoso nel servizio di tutti”.

Don Alessandro Battistini

“Dopo tanti anni ho sentito una sana inquietudine: il Signore è stato paziente …”

Sono don Thiago Camponogara, ho 33 anni, sono nato in Brasile e sono cresciuto in provincia di Verona con la mia famiglia. Fin da piccolo ho sentito il desiderio di entrare in Seminario, ma la mia famiglia ha preferito lasciarmi crescere nel mio paese e rinviare ad un età più matura un’eventuale entrata in seminario.

Durante il periodo dell’adolescenza si è allontanata l’idea sacerdotale e sono cresciuto facendo le esperienze tipiche di quell’età con i miei amici del quartiere; ciò mi ha permesso di conoscere molta gente e soprattutto di vedere la vita sotto vari punti di vista, grazie anche ad alcuni viaggi compiuti in Europa, e non solo, che mi hanno aiutato a maturare sia come uomo sia come cittadino. All’età di vent’anni la mia vita sembrava consolidata tra il lavoro nell’azienda di famiglia, la passione per il calcio in un piccolo club locale, alcune attività di volontariato con i giovani del mio paese, le serate con gli amici e qualche esperienza amorosa. Ma più si stabilizzava questa vita ordinaria, più nasceva dentro di me una sana inquietudine che mi portava a pensare a Dio e a valutare la mia vita sotto un punto di vista cristiano e non solo sotto il profilo della soddisfazione economica; così dopo alcuni avvenimenti ho intrapreso un cammino di conversione, grazie anche all’aiuto di alcune figure sacerdotali e di vari amici, approfittando di alcuni pellegrinaggi e di un gruppo di preghiera dove si univa esperienza spirituale e crescita fraterna. Dopo aver compreso che Dio mi stava chiamando ad un “di più”, ho iniziato un cammino di discernimento vocazionale dapprima nell’equipe vocazionale della diocesi di Verona, per poi arrivare a Ferrara il 23 settembre 2013 dove sono stato accolto con gioia. In questi sette anni di seminario sono state molte le attività che ho compiuto e che mi hanno fatto maturare, ma sono state anche molte le persone che ho incontrato e con le quali ho creato legami importanti. Questo percorso mi ha portato dopo sei anni a diventare diacono, il 7 dicembre 2019, e a prendere il baccalaureato in Teologia presso la Facoltà teologia “Sant’Antonio” di Bologna, il 23 giugno 2020. A breve sarò ordinato sacerdote e dopo tutti questi anni di formazione comprendo come l’ordinazione presbiterale sia un dono che Dio fa non solo a me, ma a tutta la Chiesa che sono chiamato a servire. Ringrazio tutte le persone che mi hanno affiancato e sostenuto in questi anni e soprattutto ringrazio il Signore per aver avuto pazienza con me, e aver guardato con misericordia un suo figlio.

Don Thiago Camponogara

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