Tavola rotonda su Chiesa, Scuola e Società

Prendimi sul serio, motivami, appassionami, comprendimi.

Queste in sintesi le richieste degli studenti che hanno partecipato sabato 14 maggio alla tavola rotonda organizzata dal Forum San Maurelio e dalle associazioni consorziate: Serra club Ferrara e Pomposa, Fondazione 28 marzo 1171, Grosoli e Suor Veronica.
Tutto nell’ambito della tradizionale giornata di formazione e preghiera a Mottatonda di Gherardi nella casa natale della grande educatrice e Venerabile Flora Manfrinati.

Le richieste molto articolate e motivate sono state espresse dagli studenti per rispondere al tema della giornata: “Chiesa, Scuola e Società”, cosa chiedono i giovani e come rispondono gli adulti.

La tavola rotonda, magistralmente condotta dalla Dott.ssa Rita Montanari, ha visto la partecipazione di un gruppo di studenti ed universitari e di sei docenti tra i quali alcuni dell’Istituto “Flora” di Torino.

Molte di queste cose hanno avuto origine dai contenuti della lettera della Direttrice Faoro che parlava di Flora come docente d’amore e da quanto ha esposto la Prof. Marina Gallea soprattutto in merito alla formula di Riccardo Camarda, un ragazzo di sedici anni che ha suggerito di valorizzare esponenzialmente ed al quadrato gli Atteggiamenti, il come ci si pone nei confronti che si instaurano a Scuola, nella società ed anche nel rapporto con la Chiesa. In buona sostanza un reciproco “I care” come ci ha suggerito di Don Milani.

Poi i ragazzi hanno parlato della loro esperienza scolastica, della scuola considerata un “votificio” e della normalmente poca passione dei docenti, mentre loro vorrebbero degli insegnanti che, non solo etimologicamente, ma anche in pratica “lasciassero il segno” come uno dei presenti ha riconosciuto della propria insegnante di scuola materna che pretendeva imparassero ad allacciarsi le scarpe da soli.
Pietro, ex Flora, ora a Ca’Foscari ha dovuto cambiare tre licei per trovarne uno (il Flora) dove trovarsi bene ed imparare. Altrettanto hanno sperimentato Tudor, Giulia ed Atena che principalmente nel loro Parroco Don Fernando hanno trovato un vero educatore, una guida disinteressata e, soprattutto sono stati accolti con passione ed hanno capito di essere loro al centro degli interessi.
Due insegnanti hanno quindi espresso alcuni concetti chiave su cui basare il rapporto studenti-docenti. Per primo il fatto che, sostanzialmente, hanno le stesse esigenze: dare significato e senso concreto alla vita ed ai rapporti reciproci.
In secondo luogo dare concretezza alla pedagogia ed alla didattica sullo stile di Don Bosco e dei suoi tre pilastri: ragione, religione e, soprattutto, amorevolezza.

Dopo la Santa Messa ed il pranzo comunitario, la tavola rotonda è proseguita nel pomeriggio toccando ciò che lega Chiesa, scuola e Società, riferendosi a John Dewey il Prof. Raminelli ha messo in luce i legami tra queste agenzie educative. In particolare il “sapersi ascoltare”, la rinuncia alla superbia nemica dell’ascolto, il dialogo con amore e l’apertura degli insegnanti ai sogni dei ragazzi. A questo proposito il Prof.Clot (IstitutoFlora) si è chiesto perché spesso i sogni dei ragazzi non vengono presi in considerazione mentre invece gli insegnanti, anche qui, ma non solo, dovrebbero esercitare l’ideale aristotelico della “giusta misura”. Una delle chiusure molto interessante è stata quella della Dott.ssa Indelli che ha proposto anche nei rapporti chiesa, scuola e società lo stile “Sinodale” nel quale la Chiesa e quella ferrarese in particolare si stanno esercitando con buoni risultati.

Quindi, una conclusione per gli adulti analoga alla sintesi per i ragazzi: prendiamoli sul serio, motiviamoli, dimostriamoci appassionati ed appassionanti, cerchiamo di comprendere loro ed i loro sogni, facciamo tutto questo, come la Chiesa, in stile sinodale.

Mario Cova

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