Club di Ferrara. Il Serra incontra le Clarisse.

Un pomeriggio con le Clarisse: un prezioso e indimenticabile momento di condivisione spirituale, umana e culturale. Il Serra club Ferrara ha incontrato, il 15 novembre scorso, le monache dell’antico convento del Corpus Domini che sorge nel centro storico della città estense.

L’incontro si è rivelato un privilegio, un autentico dono per il folto gruppo di partecipanti. Il convento ospita undici sorelle che, come ha osservato in apertura la superiora, vogliono “Vivere il Vangelo ogni giorno in fraternità”, sapendo che “Il povero è il nostro maestro”.

Una giovane clarissa (l’Ordine è nato nel XIII secolo) ha poi illustrato ai serrani la lunga ed emozionante storia del convento, eretto all’inizio del 1400 e che ebbe come grande punto di riferimento la santa Caterina Vegri.

Nel bellissimo coro della chiesa sono sepolti molti esponenti della Casa d’Este fra i quali i quattro ultimi duchi, la celebre Lucrezia Borgia (terziaria francescana come Eleonora d’Aragona) e i protagonisti di una celebre faida familiare (Giulio e Ferrante).

Bellissime le testimonianze delle sorelle, alcune giovanissime, che in convento provano “una sensazione di casa e di famiglia” e la loro è “una risposta a un amore esagerato” con l’individuazione del “senso della propria vita”.

Ed ecco la sintesi dell’intervento della superiora:

“La nostra vita viene impostata come una risposta al dono ricevuto. Ogni giorno serve per fare memoria del dono. Memoria di quello che il Signore ha fatto per ciascuno di noi. Le nostre tre principali azioni sono: ascolto, memoria e gratitudine. Ci chiediamo sempre quale sia il senso della vita.

Siamo in clausura ma sempre attente ad ascoltare ciò che ci sta intorno e come il Signore ci fa reagire a ciò che incontriamo. La misericordia del Signore è grande. Se pensiamo che il nostro esempio sia specchio per quelli con cui entriamo in contatto, pensiamo al senso di umiltà e fratellanza.

Il nostro esercizio quotidiano è che la nostra debolezza non abbia vittoria. Alla debolezza non vogliamo darla vinta: questa è la lotta quotidiana”.

L’incontro è il primo di una miniserie organizzata per conoscere le realtà claustrali della città che, oltre alle citate Clarisse, comprendono le Carmelitane scalze e le Benedettine.

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