Inconciliabilità tra cristianesimo e mafia

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di Maria Lo Presti

 

Il 16 febbraio 2024 si è svolto a Palermo, presso la Facoltà Teologica di Sicilia «San Giovanni Evangelista», l’incontro sul tema P. Puglisi, la coerenza di un uomo e di un credente: inconciliabilità tra cristianesimo e mafia, che si inserisce nel ciclo di incontri organizzati dall’ISSR della Facoltà stessa, in occasione del trentennale del martirio di p. Puglisi. Il Serra Club di Palermo ha inserito due dei sei incontri previsti nel suo programma di formazione annuale, per offrire anche ai ragazzi del Seminario la possibilità di approfondire il tema della relazione tra Chiesa e mafia, rispondendo così anche al desiderio da loro espresso di conoscere meglio il fenomeno. Il seminario di studi su p. Puglisi è coordinato dalle prof.sse Maria Lo Presti e Anna Staropoli.

Relatori dell’incontro sul tema del rapporto cristianesimo e mafia sono stati Pietro Grasso, oggi Presidente della Fondazione Scintille di futuro, e S. Ecc.za Mons. Calogero Peri, Vescovo di Caltagirone, che nella Facoltà è stato Docente e Vicepreside.

Titolo della prima delazione: Don Puglisi: il sorriso che disarmò la mafia. Il Presidente Pietro Grasso, che ha svolto ruoli di grande rilievo come magistrato impegnato nel maxiprocesso, alla Direzione Nazionale Antimafia, ed infine come Presidente del Senato, ha presentato la storia delle origini del fenomeno mafioso, e delle relazioni con persone del contesto ecclesiale, a partire dal racconto del pentito Gioacchino Pennino. Ha, quindi, evidenziato il momento della frattura di tale contiguità, sottolineando la forza dirompente dell’intervento del card. Salvatore Pappalardo, ricordando – in particolare – la storica omelia ai funerali del Gen. Carlo Alberto Dalla Chiesa. Da qui partì un movimento che coinvolse parte della Chiesa di Palermo e di cui l’esempio più luminoso è p. Puglisi: si arriva al vertice della consapevolezza che non vi può essere conciliabilità tra Chiesa e mafia, tra l’essere e il dirsi cristiani e tutto ciò che attiene al fenomeno mafioso. P. Puglisi è stato ucciso perché credente: si odia la sua fede.

  1. Ecc.za Mons. Calogero Peri ha presentato una ricca riflessione dal titolo Una vita vissuta a partire dal suo compimento pasquale, e ha posto l’accento su cosa connoti l’essere credenti, e come quella che sembra la fine di una vita è, invece, il fine, il compimento, che dice tutto della persona. P. Puglisi mostra, con la sua vita, che vi è una vita ‘altra’, in un contesto in cui vi è radicata una visione della vita senza sbocco e senza speranza. Rimandando al Vangelo, ha sottolineato come nel sorriso di p. Puglisi verso il suo assassino vi è l’espressione del credente che si approccia all’altro come ad un amico: Gesù così si rivolse a Giuda, mentre questi lo tradiva (cf. Mt 26,50). Il cristiano non considera gli altri nemici, anche se da loro è considerato tale: «Amate i vostri nemici» (Mt 5,44). Ed infine, ha invitato ciascuno – mentre si è presi da tante cose, e ci si impegna e si pensa di fare tanto – a chiedere a se stesso non tanto il perché del proprio agire, ma ‘per chi’.

Dopo le due relazioni vi è stato l’intervento programmato di Roberto Lopes, con due attori che lo hanno accompagnato, il quale ha offerto un breve stralcio del musical da lui realizzato: Tu da che parte stai? Il martirio di padre Pino Puglisi.

Nella fase del dibattito è intervenuto d. Maurizio Francoforte, oggi parroco a San Gaetano a Brancaccio. L’incontro è stato moderato dalla prof.ssa Maria Lo Presti e concluso dalla prof.ssa Anna Staropoli.

Dopo l’incontro in Facoltà, è seguita la cena conviviale in Seminario, curata da Enza Di Grigoli, Presidente del Serra Club di Palermo. Un momento di fraternità, apprezzato dagli ospiti.