Datevi al meglio della vita

Datevi al meglio della vita (Christus vivit, 143)

E’ questa la tematica scelta per l’ anno pastorale 2019-2020. Lasciate piuttosto sbocciare i sogni e prendete decisioni. […] Vivete! Datevi al meglio della vita!» Il tema evidenzia lo stretto legame tra vocazione e felicità…

17 giugno 2019

Datevi al meglio della vita 

«Cercare il Signore, custodire la sua Parola, cercare di rispondere ad essa con la propria vita, crescere nelle virtù, questo rende forti i cuori dei giovani. Per questo occorre mantenere la ‘connessione’ con Gesù, essere ‘in linea’ con Lui, perché non crescerai nella felicità e nella santità solo con le tue forze e la tua mente […]. Non confondete la felicità con un divano […] lasciate piuttosto sbocciare i sogni e prendete decisioni. […] Vivete! Datevi al meglio della vita!» (Francesco, Christus vivit, 158.143).

Il tema proposto per l’anno pastorale 2019-2020 evidenzia lo stretto legame tra vocazione e felicità. Quando si parla di vita felice, spesso si immagina una vita tutta gioiosa, senza problemi, senza pensieri (cf. Francesco, Gaudete et exsultate, 75-76). Talvolta anche la vocazione, la vita cristiana, è stata annunciata così, come se la vita nuova promessa dal Vangelo introducesse ‘in un’altra vita’ senza dolori, contraddizioni, fatiche.

Il latino felix deriva dalla stessa radice verbale fe – ‘allattare, nutrire’ – di fecundus ‘fertile, produttivo’. La felicità ha a che fare con la fecondità, una vita felice è una vita feconda; in questa prospettiva, il tema è estremamente vocazionale (cf. Francesco, Evangelii gaudium, 278).

Fecondità, fa rima con ‘relazione’ – non si può essere fecondi da soli – e ‘vocazione’ conduce, alla sua radice, alle sorgenti della fecondità: «Per quanto tu possa vivere e fare esperienze […] non conoscerai la vera pienezza dell’essere giovane se non incontri ogni giorno il grande Amico, se non vivi in amicizia con Gesù» (Francesco, Christus vivit, 150).

Ogni chiamata sorge da una Parola del Risorto sentita come vera per sé, cresce nella relazione con Lui. «Ci sono dei momenti in cui percepiamo all’improvviso: sì, sarebbe propriamente questo – la ‘vita’ vera – così essa dovrebbe essere. A confronto, ciò che nella quotidianità chiamiamo ‘vita’, in verità non lo è. Agostino, nella sua ampia lettera sulla preghiera indirizzata a Proba, una vedova romana benestante e madre di tre consoli, scrisse una volta: in fondo vogliamo una cosa sola – ‘la vita beata’, la vita che è semplicemente vita, semplicemente ‘felicità’. Non c’è, in fin dei conti, altro che chiediamo nella preghiera. Verso nient’altro siamo incamminati – di questo solo si tratta» (Benedetto XVI, Spe salvi, 11).

«Il nostro invito chiama essenzialmente, voi lo sapete, al rinnovamento interiore e alla riconciliazione nel Cristo. Ne va la salvezza degli uomini, ne va la loro felicità completa» (Paolo VI, Gaudete in Domino, I).«In realtà, è Gesùche cercate quando sognate la felicità; è Lui che vi aspetta quando niente vi soddisfa di quello che trovate; è Lui la bellezza che tanto vi attrae; è Lui che vi provoca con quella sete di radicalità che non vi permette di adattarvi al compromesso; è Lui che vi spinge a deporre le maschere che rendono falsa la vita; è Lui che vi legge nel cuore le decisioni più vere che altri vorrebbero soffocare. È Gesù che suscita in voi il desiderio di fare della vostra vita qualcosa di grande, la volontà di seguire un ideale, il rifiuto di lasciarvi inghiottire dalla mediocrità, il coraggio di impegnarvi con umiltà e perseveranza per migliorare voi stessi e la società rendendola più umana e fraterna» (Giovanni Paolo II, Veglia a Tor Vergata, 19 agosto 2000).

Datevi, allora, al Meglio della vita!

 

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