GIORNATA MONDIALE DI SANTIFICAZIONE SACERDOTALE. “Amate i sacerdoti, il loro lavoro è prezioso”. Card. Beniamino Stella

Venerdì 28 giugno, solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù, si celebra l’annuale Giornata di santificazione sacerdotale. Ne parla il cardinale Beniamino Stella, prefetto della Congregazione per il clero, in una intervista a “L’Osservatore Romano” di cui raccomandiamo la lettura http://www.osservatoreromano.va/it/news/una-fatica-preziosa.

 

Riportiamo anche, qui di seguito, la sempre attuale lettera del Cardinale Stella scritta in occasione della Giornata di Santificazione Sacerdotale del 2015

 

Dal Vaticano, 9 giugno 2015 Prot. N. 20151900

Eccellenza Reverendissima,

il prossimo 12 giugno ricorre la Solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù, in occasione della quale si celebra, da alcuni anni, la Giornata della Santificazione Sacerdotale, che intende richiamare i presbiteri alla riscoperta del dono ricevuto e alla gioia della missione loro affidata.

Nella Santa Messa del Crisma di quest’anno, il Santo Padre ha voluto soffermarsi sulla “stanchezza del prete”. Ai sacerdoti Papa Francesco ha rivolto una parola di incoraggiamento e di speranza, ricordando loro lo sguardo premuroso del Signore, che sa quanto può essere duro il compito di “ungere” il popolo di Dio e, perciò, “si preoccupa tanto di come potrà aiutarci“.  Considerando la naturale stanchezza del ministero come “incenso che sale silenziosamente al Cielo”, il Pontefice ha desiderato, fra l’altro, di mettere in guardia dalla “tentazione di riposare in un modo qualunque, come se il riposo non fosse una cosa di Dio”, e ha indicato possibili vie per rinfrancare il corpo e 1’ anima dalle fatiche, in comunione con il Signore e con il popolo di Dio.

Queste esortazioni rappresentano un prezioso sostegno al servizio ministeriale, e stimolano alla riflessione e alla meditazione sull’identità e sul discepolato. Così sollecitati, rivolgiamo ai Vescovi, il cui Clero dipende da questo Dicastero, l’invito a programmare un tempo di preghiera e di fraternità in occasione della Giornata di Santificazione Sacerdotale, valutando, secondo le esigenze della Chiesa locale, quale possa essere l’opportunità migliore per meditare sulle parole del Santo Padre. Al riguardo, questa Congregazione si premura di offrire uno schema indicativo al fine di favorire eventualmente la preparazione e lo svolgimento della Giornata.

Agli Ecc.mi Rappresentanti Pontifici Loro Sedi

1) Riunione del clero e breve meditazione spirituale sul tema dell’Omelia del Santo Padre durante la Santa Messa del Crisma del 2 aprile 2015. In particolare, potrebbe essere scelto e sviluppato un passaggio specifico, secondo la seguente possibilità:

a) “Il sacerdote e il riposo nel Signore”: “Teniamo ben presente che una chiave della fecondità sacerdotale sta nel come riposiamo e nel come sentiamo che il Signore tratta la nostra stanchezza. Com’è difficile imparare a riposare! In questo si gioca la nostra fiducia e il nostro ricordare che anche noi siamo pecore e abbiamo bisogno del pastore, che ci aiuti. Possono aiutarci alcune domande a questo proposito”.

b) “Le emozioni che affaticano il Pastore”: “Gli impegni menzionati da Gesù implicano la nostra capacità di compassione, sono impegni in cui il nostro cuore è “mosso ” e commosso. Ci rallegriamo con i fidanzati che si sposano, ridiamo con il bimbo che portano a battezzare; accompagniamo i giovani che si preparano al matrimonio e alla famiglia; ci addoloriamo con chi riceve l ’unzione nel letto dì ospedale; piangiamo con quelli che seppelliscono una persona cara … Tante emozioni … Se noi abbiamo il cuore aperto, questa emozione e tanto affetto affaticano il cuore del Pastore”.

c) “Le stanchezze del prete: le folle, il nemico, sé stessi”: C ’è quella che possiamo chiamare “la stanchezza della gente, la stanchezza delle folle” : per il Signore, come per noi, era spossante – lo dice il Vangelo -, ma è una stanchezza buona, una stanchezza piena di frutti e di gioia […] C ’è anche quella che possiamo chiamare “la stanchezza dei nemici”. Il demonio e i suoi seguaci non dormono e, dato che le loro orecchie non sopportano la Parola di Dio, lavorano instancabilmente per zittirla o confonderla. Qui la stanchezza di affrontarli è più ardua […] c’è anche “la stanchezza di sé stessi” (cfr Evangelii Gaudium. 277). E’ forse la più pericolosa…questa stanchezza, è più auto-referenziale: è la delusione di sé stessi ma non guardata in faccia, con la serena letizia di chi si scopre peccatore e bisognoso di perdono, di aiuto: questi chiede aiuto e va avanti. Si tratta della stanchezza che dà il “volere e non volere”, l’essersi giocato tutto e poi rimpiangere l’aglio e le cipolle d’Egitto, il giocare con l’illusione di essere qualcos’altro. Questa stanchezza mi piace chiamarla “civettare con la mondanità spirituale”.

d) “Il riposo nello Spirito”: “So riposare ricevendo l’amore, la gratuità e tutto l’affetto che mi dà il popolo fedele di Dio? O dopo il lavoro pastorale cerco riposi più raffinati, non quelli dei poveri ma quelli che offre la società dei consumi? Lo Spirito Santo è veramente per me “riposo nella fatica”, o solo Colui che mi fa lavorare? So chiedere aiuto a qualche sacerdote saggio? So riposare da me stesso, dalla mia auto-esigenza, dal mio auto-compiacimento, dalla mia auto-referenzialità?”;

e) “Li amò sino alla fine. Il Signore tratta la nostra stanchezza”: L ’immagine più profonda e misteriosa di come il Signore tratta la nostra stanchezza pastorale è quella che «avendo amato i suoi…, li amò sino alla fine» (Gv 13,1): la scena della lavanda dei piedi. Mi piace contemplarla come la lavanda della sequela. Il Signore purifica la stessa sequela, Egli si «coinvolge» con noi (Evangelii gaudium, 24), si fa carico in prima persona di pulire ogni macchia, quello smog mondano e untuoso che ci si è attaccato nel cammino che abbiamo fatto nel suo Nome”.

2) Momento di condivisione: dialogo fraterno tra i presbiteri e riflessione sui punti approfonditi, con riferimento all’esperienza pastorale e alle relazioni interpersonali, al fine di condividere la propria stanchezza, lo stile del riposo, le reciproche necessità che richiamano l’urgenza di una più solida comunione presbiterale, le eventuali “riforme” pastorali, ecc.

3) Adorazione Eucaristica:  per ritornare al Padre, che è la fonte del ministero, consegnare a Lui le nostre stanchezze e il nostro servizio e lasciare che in noi risuoni l’invito di Gesù che accoglie e rialza: “Venite a me quando siete stanchi e oppressi, io vi darò ristoro” (Mt 11,28);

4) Agape fraterna.

Contestualmente, nelle parrocchie della diocesi, si può prevedere che il prossimo 12 giugno, o in altra data opportuna del mese corrente, si preghi per la santificazione dei presbiteri. Ovviamente, lo schema e il programma della Giornata, oltre che essere adattati a una data consona all’agenda della Chiesa locale, potranno essere modificati a seconda delle situazioni e dei bisogni particolari di ciascuna diocesi.

Venerdì prossimo, nella Solennità del Sacro Cuore, il Santo Padre sarà presente, presso la Basilica di San Giovanni in Laterano, al 3° Ritiro Mondiale per Sacerdoti, promosso dal Rinnovamento nello Spirito; in quell’occasione, Papa Francesco offrirà ai presbiteri presenti una meditazione, dialogherà con loro e presiederà la Celebrazione Eucaristica. La parola rivolta ai sacerdoti in quella circostanza offrirà, ancora una volta, l’opportunità di approfondire la ricchezza del Magistero di Papa Francesco sul sacerdozio, cogliendone nuove sfumature, che possano stimolare la riflessione sull’identità presbiterale e sul ministero pastorale.

Pur nella ristrettezza dei tempi, confidando nella Sua benevola comprensione, contenuto della presente.

Con il vivo auspicio che la Giornata di Santificazione sacerdotale possa rappresentare un tempo di preghiera, di comunione e di riflessione sugli aspetti dell’identità e del ministero sacerdotale, questo Dicastero desidera assicurare la sua vicinanza, unitamente all’impegno nella cura delle vocazioni e della formazione sacerdotale permanente.

L ’occasione è gradita per confermarmi con sensi di distinto ossequio,

dell’Eccellenza Vostra dev.mo nel Signore Beniamino Card. Stella Prefetto

 

 

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