Club di Roma. Pellegrinaggio alla Madonna delle Tre Fontane

Visitare un luogo di culto ha un alto valore mistico perché vuol dire recarsi in località cariche di una forte atmosfera di spiritualità. Un vero e proprio viaggio ascetico che valorizza l’anima, oltre che un cammino religioso attraverso un percorso di fede per un’esperienza significativa e arricchente. Un viaggio compiuto per devozione, ricerca spirituale o penitenza. Il Lazio è una delle regioni d’Italia più ricche di luoghi di culto e molti di questi sono mete di pellegrinaggi e ritiri spirituali. In tale contesto, il neo Presidente Giovanni Sapia ha pensato bene di predisporci a un pellegrinaggio alla Madonna delle Tre Fontane, che ha avuto luogo il 28 settembre, in preparazione all’apertura del nuovo anno sociale 2019-2020, prevista per il prossimo mese di ottobre. Hanno preso parte all’iniziativa anche amici e simpatizzanti serrani, ai quali va sempre esteso il nostro ringraziamento per la loro vicinanza al nostro Club e per l’attenzione posta alle nostre attività programmatiche, compito che, tutti insieme, ci accingiamo ad assolvere anche in questo nuovo anno sociale con vero senso di responsabilità e di vicinanza alla Chiesa e alle Vocazioni.

Su una collinetta che si erge in alto a sud di Roma, sovrastando una strada nascosta alla vista del passante e avvolta in un bosco di eucalipti e piante sempreverdi, c’è una grotta attorno alla quale è sorto il Santuario della Vergine della Rivelazione, più noto come Madonna delle Tre Fontane. Una perla spirituale a poca distanza dall’Abbazia e dalla zona delle Acque Salvie, dove si vuole che sia stato consumato il martirio di San Paolo. Una zona chiamata delle Tre Fontane perché la tradizione vuole che la testa di San Paolo, rimbalzando tre volte dopo la decapitazione, avrebbe fatto sorgere tre fonti. Ed è proprio in quella grotta che la Madonna apparve il 12 aprile 1947, quando Bruno Cornacchiola e i suoi tre figli Gianfranco, Carlo e Isola, rispettivamente di 4, 7 e 10 anni, si recarono nei suoi pressi per una scampagnata. Poco dopo i figli chiamano Bruno perché hanno smarrito la palla e nella ricerca trovano il piccolo Gianfranco inginocchiato sul limitare della grotta con le mani giunte nell’atteggiamento di chi è rapito in estasi, che sussurra: “Bella Signora! Bella Signora!”. Subito dopo anche gli altri due figli cadono in ginocchio e si mettono a mani giunte a invocare: “Bella Signora!”. In quel momento di supremo smarrimento sulle labbra di Bruno Cornacchiola sgorgò spontanea una invocazione: “O Signore, salvaci tu!”. Appena mormorate queste parole Bruno vide improvvisamente due mani candidissime che si muovevano verso di lui sfiorando i suoi occhi e accecandolo. Ripresa la vista, dopo quel breve momento di cecità, vide nel punto più luminoso della grotta una figura di donna di celestiale bellezza, contornata da un alone di luce dorata e assai abbagliante, con una veste candidissima, ricoperta da un manto di colore verde, e con le mani giunte al petto stringendo un libretto di colore cenere, una Bibbia che rappresenta la fonte della Rivelazione. A questa prima apparizione della Madonna, ne seguirono molte altre soltanto a Bruno Cornacchiola, e ogni volta con rivelazioni importanti sulla Chiesa, con particolare riferimento ai sacerdoti, su drammatici eventi del futuro e sull’efficienza della preghiera. Sono rivelazioni che Bruno Cornacchiola decise di sottomettere al giudizio dell’Autorità ecclesiastica, chiedendo audizione a Papa Pio XII che, convinto della veridicità di quelle apparizioni, legittimò il culto della Vergine della Rivelazione, affidando la grotta ai Frati Minori e autorizzando nei pressi la costruzione di una cappella. Le rivelazioni della Madonna delle Tre Fontane sono ancora custodite negli archivi segreti del Sant’Uffizio in Vaticano, che non ha mai ritenuto opportuno pubblicarle.

Il pellegrinaggio si è svolto, dopo il raduno, in due fasi.

La prima parte è stata dedicata alla visita delle tre Chiese, sorte nei pressi  delle tre fonti, del Martirio di San Paolo, di Santa Maria alla Scala Coeli e dei SS. Vincenzo e Anastasio.

La Chiesa del Martirio di San Paolo è il luogo più sacro e di più alta importanza storica e spirituale. In questo luogo, secondo una antichissima tradizione, il 29 giugno del 67 d. C., durante la persecuzione di Nerone, fu decapitato l’Apostolo Paolo, come si legge sulla grande targa marmorea posta sull’architrave della facciata: “luogo del martirio di San Paolo dove sgorgarono miracolosamente tre fonti”. In questa piccola ma bellissima Chiesa ci siamo raccolti in preghiera nell’ascolto della Santa Messa celebrata dal nostro Cappellano, Mons. Vittorio Formenti.

La Chiesa di Santa Maria alla Scala Coeli è stata costruita, invece, sul luogo dove subirono il martirio, sotto Diocleziano, San Zenone e oltre 10.000 legionari cristiani. Nella cripta sottostante si trova un altare cinquecentesco dedicato a San Zenone e un angolo dove, secondo la tradizione, fu tenuto prigioniero San Paolo prima della decapitazione.

La Chiesa dei SS. Vincenzo e Anastasio, dove abbiamo assistito con devozione alla Liturgia dell’ora sesta dopo mezzogiorno, è la più grande delle tre e rientra nella giurisdizione dell’Abbazia delle Tre Fontane. L’Abbazia è una piccola Comunità di monaci circestensi, che ha trovato espressione nella regola di San Benedetto da Norcia di stretta osservanza trappista. La vita trappista è una vita consacrata alla ricerca e al servizio di Dio nel silenzio, nella preghiera e nel lavoro. La giornata quotidiana è scandita da sette momenti di preghiera corale comunitaria (Ufficio Divino), dall’Eucarestia, dalla preghiera personale, dalla lettura delle Sacre Scritture e dal lavoro manuale.

La seconda parte si è svolta nel primo pomeriggio, dopo la sosta pranzo, con la visita alla grotta delle apparizioni della Vergine della Rivelazione, luogo di grazia e di pace, dove si respirano fede e spiritualità, con la bellissima statua della Madonna, in grandezza naturale, scolpita in legno policromo e raffigurata secondo la descrizione dei veggenti. Una visita che si è conclusa con la recita del Santo Rosario, guidati da Don Vittorio Formenti.

E’ stato un pellegrinaggio molto sentito da tutti i partecipanti, seguito con forte devozione e con la raccolta di un contributo a favore dei seminaristi. Abbiamo pregato insieme per metterci al servizio della Vergine Maria e per unirci nella bellezza della missione di vivere come serrani in alleanza con la nostra Madre Celeste.

 

Cosimo Lasorsa