Un pomeriggio formativo e ricco di emozioni per il Serra Club di Palermo

Nel pomeriggio del 4 marzo 2022 il Club di Palermo si è riunito nella Chiesa del SS. Salvatore per la premiazione del Concorso Scolastico, a cui ha fatto seguito la relazione di don Carmelo Raspa, docente dell’Istituto Teologico “San Paolo” di Catania, su Le Beatitudini: tradizione ebraica e novità cristiana.

Rosario Scalici, Presidente del Club, ha introdotto e condotto la premiazione del Concorso cui hanno partecipato diverse scuole e con prodotti ben curati, molto apprezzati dalla Commissione, presieduta da Nicola Iemmola.

Alla premiazione erano presenti allievi, genitori, docenti e dirigenti scolastici, oltre ai soci del club. La bella cornice del SS. Salvatore si è animata di voci e colori.

Il Presidente ha ringraziato tutti, con una particolare sottolineatura rivolta alle famiglie.

 

Protagonisti sono stati i ragazzi che hanno emozionato e sorpreso i presenti per la loro sensibilità e bravura.

Il tema del concorso è stato apprezzato anche dai docenti intervenuti che hanno sottolineato la valenza formativa dell’attività promossa dal Serra. Il rimando al testo di Franco Battiato, La cura, è stato un elemento stimolante: tutti gli elaborati, in modo originale vi hanno fatto riferimento.

Gli elaborati premiati sono stati presentati e tutti – testi, prodotti artistici, video – hanno suscitato ammirazione, sorpresa, emozione: i ragazzi sono veramente quegli ‘esseri speciali’ che ci fanno ben sperare per il futuro.

Conclusa la premiazione, don Carmelo Raspa ha offerto la sua riflessione, che ha suscitato interesse e stimolo per una ulteriore riflessione sui temi proposti. Il relatore è partito dalla centralità del tema della giustizia, all’interno de testo delle Beatitudini in Matteo. Nel discorso della montagna (Mt 5-7), inaugurato dalle Beatitudini, Gesù si muove all’interno della tradizione giudaica e propone la sua lettura della Torah in un contesto in cui, da farisei prima e rabbini poi, vengono proposte diverse interpretazioni. Gesù si pone su una linea rigorosa, in cui – come si nota dalle antitesi presenti in Matteo 5 – anche una parola che provoca malessere è equiparabile all’omicidio. Il discorso della montagna si colloca dopo il raduno delle folle da tutti i territori, e ha come contesto l’annuncio del Regno. Lo studio-ascolto della Torah, il metterla in pratica, lo sguardo all’attesa del Messia e del Regno, tutto rimanda alla tradizione giudaica; nel discorso della montagna emerge, intanto, una realtà originale caratterizzante la comunità cristiana: l’amore per i nemici.

Alla relazione sono seguiti diversi interventi, segno dell’interesse suscitato e degli stimoli forniti.

Ci si è quindi spostati in Cattedrale, dove l’Arcivescovo ha presieduto la Celebrazione eucaristica. L’Arcivescovo nell’omelia è partito dal ricordare l’opera di san Junipero Serra e poi ha sottolineato i quaranta anni della presenza del Serra a Palermo, ringraziando il Serra per la sua vicinanza al Seminario.

È stato un pomeriggio ricco: a partire dalla bellezza dei ragazzi con il loro entusiasmo, passando dalla profonda riflessione di don Carmelo Raspa, per finire con l’abbraccio dell’Arcivescovo nei confronti della realtà del Serra.

Maria Lo Presti

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