Club di Cascina. Assegnazione del premio Felici per il 2025

Sabato 10 Maggio ha avuto luogo l’annuale premio Felici promosso dal Serra Club 573 di Cascina e assegnato, quest’anno, a don Francesco Zucchelli proposto del Capitolo del duomo di San Miniato (PI).
La cerimonia di consegna del premio, il cui intento è quello di mantenere viva la memoria di mons. Icilio Felici, eminente sacerdote e scrittore della diocesi di Pisa, gia pievano di San Casciano nonché rettore della chiesa dei cavalieri di santo Stefano in Pisa e primo direttore del settimanale Vita Nova, si è svolta presso il centro pastorale beato Carlo Acutis della parrochia di Cascina.
La cerimonia di premiazione è stata introdotta dal presidente del Serra Club 573 sig,ra Rita Gasperini, cui ha fatto seguito, ad opera del Vice Presidente Dr. Alberto Beati, un breve tratteggio della storia del premio e della figura di mons. Icilio Felici.

Dopo il saluto del governatore del distretto Cav. Guido Contini che ha richiamato alla importanza e alla specificità del premio è stata la volta del premiato don Francesco Zucchelli che ha tenuto una prolusione su San John Henry Newman e sulla vicenda autobiografica che lo ha portato ad interessarsi della storia umana e religiosa del santo.
Tutto inizia col “pallino” che don Francesco ha dell’inglese e che lo ha portato a frequentare l’Irlanda. Lì ha avuto modo di essere introdotto alla conoscenza della figura di Newman e della sua conversione dalla confessione anglicana a quella cattolica. Incuriosito ha approfondito la ricerca sulla figura di Newman (all’epoca non ancora salito agli onori degli altari) e ne ha fatto oggetto di studio per la sua tesi in “sacra teologia ad indirizzo liturgico pastorale” conseguita “summa cum lode” presso l’Istituto di Liturgia Pastorale Santa Giustina di Padova incorporato alla facoltà di Teologia del Pontificio Ateneo di Sant’Anselmo in Roma.
La tesi di don Francsco Zacchella, dal titolo “The Gospel on their kness – prospettive per una teologia liturgico-pastorale in Jhon Henry Newmann nel periodo anglicano” è poi stata vista come qualcosa di veramente originale dai liturgisti che ne decisero la pubblicazione. All’epoca di Newman, infatti, non c’era ancora la distinzione fra liturgia e teologia e il pensiero di Newman si presta pertanto ad una riflessione sull’intrinseco significato e valore della liturgia la quale, riprendendo il titolo della tesi e di quanto in essa si argomenta, potrebbe essere così sintetizzata: luogo dove i Cristiani apprendono il Vangelo “in ginocchio” cioè nei gesti e nell’atteggiamento della preghiera piuttosto che in sterili elucubrazione mentali”. E ciò conduce a rivedere l’ambito della liturgia non più e non soltanto come semplice ritualità, ma come luogo di mediazione che rende possibile lo “scambio mirabile” fra l’accondiscendenza di Dio verso gli uomini nei sacramenti e l’ascesa degli uomini attraverso la partecipazione ad essi”.
La cerimonia del premio Felici si è poi conclusa, come consuetudine, con la solenne celebrazione eucaristica presieduta dal premiato don Francesco Zucchelli, e concelebrata col cappellano del Serra Club di Cacina mons. Paolo Paoletti nella scenografica pieve romanica di Santa Maria Assunta.













