20° Anniversario del Club di Acireale. Il saluto del Rettore del Seminario Diocesano

Condividiamo il saluto che don Marco Catalano, rettore del Seminario Vescovile di Acireale, ha rivolto ai convenuti in occasione del20° anniversario della fondazione del Serra Club di Acireale, loscorso 25 giugno 2022

Eccellenze Reverendissime,

Stimato Presidente,

Gentili autorità,

Cari soci,

È con grande gioia che quest’oggi celebriamo nel Seminario vescovile della diocesi di Acireale il ventesimo anniversario di fondazione del Serra Club, Club fondato grazie alla brillante intuizione dell’allora vescovo Mons. Salvatore Gristina, che non solo ringraziamo per quanto operato venti anni fa ma anche per la sua presenza quest’oggi. Colgo altresì l’occasione per ringraziare e salutare il nostro vescovo Mons. Antonino Raspanti, il presidente nazionale Dott.sa Paola Poli, il governatore del Distretto 77 dott. Michele Montalto, l’attuale presidente dott. Alfio Cristaudo, la segretaria M° Vera Pulvirenti e tutti i past president qui convenuti: ciascuno per le proprie competenze ha sempre mostrato zelo per la mission del Serra Club e di conseguenza è stato sempre vicino al Seminario che mi pregio di rappresentare.

Venti anni di storia rappresentano un periodo significativo sia per compiere un bilancio di quanto operato finora e sia per rilanciare un’azione che merita di essere calibrata sempre più con la sensibilità del tempo presente. È un compito che naturalmente non spetta a me, ma in questo saluto iniziale desidero cogliere l’occasione per esprimere un sincero ringraziamento per l’opera che il Serra Club ha svolto a beneficio della Chiesa, dei sacerdoti e dei seminaristi in particolare.

Nel corso degli anni ho avuto modo di apprezzare la vicinanza del Serra Club al Seminario, vicinanza che si è manifestata attraverso tre grandi direttrici che mi piace velocemente ricordare. Anzitutto una precisazione: sento il dovere di ricordare perché sento il bisogno di ringraziare; e solo attraverso il ricordo il ringraziare non rimane legato alla leggerezza della forma, ma porta con sé la consistenza del vissuto.

La prima grande direttrice su cui ha operato il Serra è certamente di tipo spirituale: sacerdoti, seminaristi e laici abbiamo visto in questi anni il Serra Club essere presente non solo ai momenti più significativi della vita diocesana, ma la partecipazione alle veglie vocazionali mensili, alle ordinazioni ed ai ministeri dei seminaristi, così come la preghiera personale per le vocazioni hanno offerto un’autentica testimonianza anzitutto di vita cristiana.

La seconda grande direttrice per cui sento il bisogno di ringraziare il Serra Club è di tipo culturale: con ciò non mi riferisco solamente al concorso scolastico o alla partecipazione alle tragedie classiche al teatro greco di Siracusa, ma penso anzitutto ai tanti incontri che soprattutto in questo salone hanno visto alternarsi laici, religiosi e sacerdoti che di volta in volta hanno offerto interessantissimi spunti di riflessione ed approfondimento, ora per conoscere sempre meglio la nostra fede ed ora per cogliere nelle pieghe del tempo presente quei valori universali che di riflesso rappresentano autentiche feritoie verso il divino.

Ed infine – ma non perché meno importante – ringrazio il Serra Club perché alla promozione spirituale e culturale ha sempre affiancato anche una concreta vicinanza materiale: le borse di studio, le convivialità con i seminaristi e con i sacerdoti anziani in determinati periodi dell’anno e le offerte devolute annualmente a beneficio del Seminario sono solo un esempio del sostegno ricevuto. Un sostegno non sporadico, ma che, nella sua costanza, ha assunto quasi i connotati del “prendersi cura”… e se ci si prende cura di qualcuno – normalmente – è perché si è legati da sentimenti di affetto. Pertanto, il mio ringraziamento non si limita soltanto al sostegno economico ricevuto, ma vuole raggiungere quell’affetto di cui il sostegno economico è espressione.

Naturalmente ci sono anche altri motivi di cui ringraziare, ma, come detto poc’anzi, il mio non vuole essere un intervento esaustivo. Celebriamo il ventesimo anniversario di fondazione del Serra Club nella diocesi di Acireale e – come è prassi in ogni compleanno – non posso non esprimere un augurio. Lo faccio prendendo spunto dalla scrittrice e filosofa tedesca Hanna Harendt naturalizzata statunitense, la quale nel libro Vita Activa mette a fuoco i concetti di lavoro, opera ed azione. Se il lavoro dice fondamentalmente la fatica e produce un beneficio che si sperimenta principalmente nel presente, l’opera rappresenta un frutto avanzato del lavoro: è un lavoro che è stato capace di produrre degli effetti benefici non solo per il presente ma anche per un lasso di tempo significativo. L’azione rappresenta invece l’ultimo stadio dell’agire umano poiché essa è un’opera che per rimanere tale deve saper compiere le giuste scelte di volta in volta… come dire: nessuna opera lasciata a se stessa sopravvive all’inesorabile scorrere del tempo. Ecco! A mio modo di vedere, i venti anni di attività del Serra Club nella diocesi di Acireale testimoniano certamente la fatica del lavoro delle tante e singole iniziative intraprese, ma al tempo stesso nel loro insieme rappresentano un’opera che persiste e di cui oggi facciamo memoria. Un’opera che però necessita di divenire azione nel presente, guardando non solo indietro ma compiendo quelle giuste scelte che assimilano il Serra Club allo scriba sapiente di cui parla Gesù nel vangelo di Matteo che «estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche» (Mt 13,52b).

Ringrazio il Serra Club e gli auguro di essere sempre questo scriba sapiente affinché attraverso il suo lavoro, la sua opera e la sua azione incarni lo spirito del fondatore San Junipero Serra che amava dire “Siempre adelante, nunca atras”: sempre avanti e mai indietro nell’essere testimoni autentici di fede e di umanità!

Don Marco Catalano

 

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