CLUB DI TARANTO ESSERE MISSIONARI OGGI , SULLE ORME DI S. FRANCESCO D’ASSISI E S. JUNIPERO SERRA
Il 24 novembre 2025, giornata della Fondazione Italiana “Beato Junipero Serra”, voluta simbolicamente nel giorno dell’ anniversario della Sua nascita , i Serrani tarantini hanno voluto dedicare un momento di preghiera e di riflessione spirituale sulla intensissima opera missionaria di questo grande evangelizzatore francescano.
Dopo la S.Messa, celebrata nel Convento di S. Pasquale Baylon dei Frati Minori, la Presidente M. Cristina Prampolini Scapati ha presentato ai fedeli intervenuti gli scopi principali della Fondazione Italiana “Beato Junipero Serra”: svolgere attività dirette a favorire l’istruzione religiosa, morale e civile dei giovani, fornendo anche supporti economici; aiutare i sacerdoti e i religiosi che, per ragioni di età o di salute, incontrino difficoltà nello svolgere il proprio ministero; sensibilizzare i giovani ad accogliere la “chiamata” alla vita religiosa e le famiglie a favorire la Vocazione dei figli; promuovere iniziative culturali per la diffusione del Cattolicesimo nella società. Finalità per le quali la Fondazione IBJS necessita del contributo di tutti i Serrani e dei loro amici, anche attraverso la donazione del 5×1000.
Il Serra Club di Taranto è attivamente e concretamente presente nella realtà territoriale, in particolare nei confronti del Seminario minore, sostenendo con il dialogo, la preghiera e l’affettuosa vicinanza i giovani aspiranti al sacerdozio. Questa è la missione che cerchiamo di svolgere seguendo lo spirito e l’esempio di S. Junipero e questo è stato il tema della profonda e partecipata riflessione che Padre Vincenzo Chirico, parroco e superiore del convento, ha condiviso con noi dopo la celebrazione eucaristica.
S. Junipero, frate francescano spagnolo, iniziò la sua missione di predicatore nella propria terra, ma nel periodo in cui visse, il XVIII secolo, essendo forte il richiamo delle lontane terre d’America, in esse andò da missionario per evangelizzare particolarmente la California. La sua intensa opera evangelizzatrice lo rese uno dei personaggi più eminenti nella storia degli USA, per cui gli è stato attribuito il titolo di “Padre fondatore della Patria”.
Molti Santi, a differenza di S. Junipero, hanno svolto la loro missione nel luogo in cui sono nati e in perfetta conformità col proprio contesto storico, culturale e territoriale. Così fu per S. Francesco, che iniziò la sua missione con la preghiera davanti al Crocifisso di S. Damiano , rispondendo all’ascolto della Parola di Dio: “Ricostruisci la mia Casa in terra di Assisi”. Anche per noi la missione deve iniziare con la preghiera perché ci aiuti a farci prendere dall’Amore, per riuscire a vedere in ogni persona che incontriamo la bellezza di Dio. Questo dovrebbe fare il missionario: stare nel mondo, staccarsi dalle cattiverie presenti in esso, liberarsi dagli schemi e osare: i Santi non sono nati santi, lo sono diventati. Il missionario vive l’ordinarietà, non la straordinarietà.
“Aiutami a morire” chiedeva S. Francesco al Signore, che vuol dire morire a se stessi per amore di Dio e degli altri, mettendo da parte l’amor proprio. Con questo messaggio Padre Vincenzo ha concluso la sua appassionante conversazione, suscitando in noi una profonda riflessione e un sincero desiderio di migliorarci nel cammino cristiano.
La serata si è conclusa con un momento di fraterna convivialità, non solo per accrescere la reciproca amicizia, ma soprattutto come stimolo a divenire prima amici e, quindi, missionari nei confronti delle persone che avvicineremo per far conoscere l’Amore di Cristo.
Teresa Catanese













