Il Club di Prato presenta la figura di Suor Cecilia Vannucchi

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Martedì 6 maggio presso il Seminario Vescovile, dopo la preghiera animata dal Cappellano Monsignor Daniele Scaccini sul pregare lo Spirito Santo perché si ponga sui cardinali elettori nell’eleggere il nuovo Pontefice successore di San Pietro e dopo la consueta conviviale, la Dottoressa Gianna Guasti, relatrice della serata, ha parlato della figura di Suor Cecilia Vannucchi, domenicana che ha lasciato un segno indelebile nella storia di Prato e oltre. Nata a Signa nel 1901, venne nella nostra città per frequentare il Conservatorio di San Niccolò. Dopo il diploma, conseguì la laurea in Magistero nel 1924 e tornò al Conservatorio come insegnante, ove nel 1933 decise di consacrare la sua vita al Signore facendo la professione perpetua. Profuse il suo impegno in modo esemplare per la formazione di intere generazioni di insegnanti e, divenendo preside del medesimo istituto, offrì opportunità di studiare anche a coloro che non avevano possibilità economiche per farlo. Durante la Seconda Guerra Mondiale si distinse per aver sostenuto e ospitato rifugiati di guerra, ebrei, sfollati e membri del Comitato di Liberazione Nazionale pratese. Per questa sua opera nel 1964, dal Comune di Prato, ricevette la medaglia d’oro alla Resistenza. Suor Cecilia tornò alla Casa del Padre nel 1990 all’età di 89 anni lasciando una grande eredità spirituale e di vita alle consorelle e a tutti i pratesi che l’hanno conosciuta.
Marco Giraldi-Vicepresidente alle Comunicazioni del Serra Club di Prato