Unità e sinfonia di voci nel Distretto 73

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Un anno finisce, un altro sta per cominciare. Nel correre dei giorni questo tenue passaggio ci chiama a fermarci almeno un momento a riflettere cosa è stato e cosa sarà, a chiederci cosa saremo in grado di fare per essere nello spirito del Serra.

Da poco alla guida del Distretto 73, quel “camminare insieme” che è stato il motto della bravissima Milena Caldara mi sembra l’unico fil rouge possibile per riannodare i fili del 2024. Un Distretto è una sinfonia di voci su un unico spartito, difficile da mettere insieme, eppure con pazienza Milena ci è riuscita. E’ la voce sul filo del telefono che raccoglie le preoccupazioni di un club ma anche quelle personali, è il calore di un abbraccio che stempera le distanze, è il creare comunione, comunità, amicizia.

In questo clima nascono relazioni e riescono piccoli miracoli come la riapertura del Club di Foggia. Un club dalle radici antiche ma che aveva perso soci e vitalità fino ad atrofizzarsi. Il progetto, che ha trovato il suo incipit nella dinamica Filly Franchino, è stato portato avanti con pazienza da don Francesco Gioia, direttore del Seminario Diocesano, e dalla giovane Presidente Maria Giampalmo. La riapertura del club è avvenuta il 28 aprile 2024, in un clima gioioso, alla presenza dei massimi rappresentanti del Consiglio Nazionale dal Presidente Giuliano Faralli, a Marcello Binotto, Filly Franchino, Samuele Labita,  Adolfo Gusman, Emanuele Pirato, Elisabetta Cananzi, e tutti i Presidenti dei Club del Distretto.  “Senza sacerdoti – ha ricordato S.E. mons. Giorgio Ferretti che ha benedetto questa ripartenza – non c’è Eucarestia e non c’è Chiesa, per questo l’opera del Serra, per quanto silenziosa e misconosciuta, è un’opera profetica e benedetta”.

Sono questi momenti di comunione che aiutano i club a crescere attraverso il dialogo  e il confronto, non sempre facili da organizzare, ma molto importanti per dare il senso della comunità. Come è accaduto ad Altamura dove è stato vissuto il Serra Day nel Monastero di Santa Chiara con la preziosa testimonianza di una clarissa sul silenzio abitato dalla Parola che cambia il cuore e ci invita ad “essere custodi gli uni degli altri”. Questo invito risuona oggi  nel messaggio del Distretto 73 del prossimo biennio, in continuità con il precedente. Infatti possiamo camminare insieme solo se ci sosteniamo l’un l’altro con una attenzione che parte dal cuore. Tutto è affidato alla custodia dell’uomo, ed è una responsabilità che ci riguarda. E quando l’uomo viene meno a questa responsabilità, quando non ci prendiamo cura del creato e dei fratelli, allora trova spazio la distruzione e il cuore inaridisce …allora le guerre, le discordie, gli assassini. Reagire con speranza e fiducia è compito di ogni cristiano e particolarmente di noi serrani. La nostra attenzione alle vocazioni è unita perfettamente  alla nostra vocazione personale e il nostro cammino nel club è anche un cammino di crescita spirituale che ci coinvolge in un percorso comunitario.

Questa la linea che ho voluto indicare come nuova Governatrice il 15 settembre a Taranto, nella splendida cornice del Castello Aragonese, dove si è svolto il passaggio di consegne con la cara  Milena. Una giornata di attenzioni reciproche, di festa, fra bellezze naturali e prelibatezze della cucina tarantina, perfettamente organizzata dal Club di Taranto, che ha visto la massiccia partecipazione dei soci di Puglia e Basilicata.

Lo straordinario messaggio di dialogo ed accoglienza del Venerabile don Tonino Bello, vescovo della Diocesi di Molfetta è stato al centro della prima Distrettuale. Un pellegrinaggio guidato con affetto e gioia da S.E.Rev.ma mons. Domenico Cornacchia, oggi suo successore, che ne ha tracciato l’indimenticabile statura accompagnandoci nei luoghi della sua vita e raccontandoci brevi aneddoti che ne coglievano la sua straordinaria umanità. “Siamo chiamati ad amare ogni volto, a ricucire ogni strappo, ad essere, sempre e dovunque, costruttori di pace”, questo il messaggio che ci ha lasciato e che vogliamo fare nostro. L’anno che verrà non dovrà dimenticare la lezione di don Tonino che ci indica la stretta connessione fra il fare e l’essere su cui costruire nuove amicizie e nuove strategie per diffondere una cultura inclusiva da cui far sbocciare nuove, convinte vocazioni.

 

di Maria Silvestrini