Il Club di Aversa celebra il Serra Day insieme al Presidente Faralli

, ,

Celebrare il Serra day, nell’ambito della settimana vocazionale nazionale, nella domenica dedicata al Buon Pastore è mettere l’attenzione sulla centralità del carisma serrano che impegna i laici a sostenere la Bellezza di ogni vocazione alla Vita in senso cristiano. E’ puntare all’essenziale, a riflettere sulla propria adesione al Movimento internazionale che prende il nome dalla straordinaria avventura umana del giovane Junipero Serra che divenne frate francescano grazie al sostegno affettivo ed economico di generosi laici che ebbero a cuore la sua formazione religiosa. Non si sbagliarono, fu un investimento saggio che nel tempo trovò conferma, quando il risultato divenne evidente nella realizzazione della missione evangelizzatrice dal Messico alla California, portata avanti con grande sacrificio fisico dovuto alle sue condizioni precarie e morale per la determinazione necessaria a rendere cristiane terre pagane.

Quale insegnamento si può trarre dalla vocazione del nostro San Junipero? E’ la domanda che frequentemente ci poniamo e che trova risposta nei documenti salvati dalla Revolución messicana che distrusse gli archivi storici e che sono stati studiati e commentati dai pochi studiosi della materia. Il Serra day nel club di Aversa si commemora con una giornata di studio guidata da don Arturo Alcantara, sacerdote messicano appartenente alla congregazione “Mia Madonna, mia salvezza” nella diocesi di Aversa, che vive periodicamente a Città del Messico per amore della mamma, già Console del Messico presso la Santa Sede, ed Aversa per il suo ministero sacerdotale. Quest’anno una gioia in più è stata la presenza del Presidente nazionale Giuliano Faralli accompagnato dalla dolce consorte Daniela che, avendo iniziato il suo incarico biennale ad Aversa lo ha voluto concludere con noi. Accolti dalla presidente del club Rosanna Martino e dai soci, nel tempio giubilare “Mia madonna, mia salvezza”, voluto dal missionario don Vitale che, mentre si trovava ad Hong Kong ebbe la visione premonitrice di un luogo da dedicare alla Madonna e che fu sostenuto da un gran numero di benefattori per la costruzione della Casa Mariana oggi meta di pellegrini di tante nazionalità ( ogni giorno vengono celebrate 14 celebrazioni nelle tre cappelle per accogliere i fedeli!), don Arturo ha officiato la Santa Messa.

Nell’omelia ha ricordato la straordinarietà del Serra day che quest’anno è coinciso con la prima domenica sotto il pontificato del Papa Leone XIV ed a chiusura di un lungo tempo di preghiera dedicato alla vita della Chiesa prima per la malattia di papa Francesco, poi per il dolore della sua morte terrena, in seguito per il Conclave e per l’elezione del nuovo Papa. In tutto il mondo tanta preghiera! La grande attenzione mediatica sulle vicende vaticane racconta il bisogno di spiritualità, di certezze di senso, di un grande bisogno di un Pastore alla guida del suo gregge, pregare per il Papa è fare memoria della sua vocazione, della sua missione come successore di Pietro in questa vita per fondare sulla roccia il Vangelo di Cristo e con Lui dare speranza di vita buona. La vocazione di un singolo porta benefici immensi al mondo, la consegna della propria vita a Dio “in toto” coraggiosa e dilatata verso grandi orizzonti incoraggia le nostre piccole menti a vedere “oltre”, in una dimensione in cui terra e cielo si incontrano.

Il giovane Junipero, nella miseria dei suoi tempi privi di ogni agio, ebbe la capacità di sognare in grande, di voler realizzare contro ogni difficoltà materiale una società dell’Amore in Cristo e per Cristo, ebbe la lungimiranza di intraprendere cammini impervi nella certezza che Gesù Maestro non l’avrebbe abbandonato. Dalle slides che don Arturo ha mostrato, nella sua forbita conferenza, sono apparsi chiari i contesti storici dell’evangelizzazione cristiana, la fatica del camminare a piedi, le incursioni barbare non rare cui dovette far fronte, l’incredulità di quel clero e la vicinanza di tanti benefattori, che permisero la costruzione delle sette chiese. Agli amici serrani presenti, specialmente ai nuovi da poco associati, la figura di san Junipero è risultata affascinante, a noi “ navigatori di lungo corso” sono stati dati spunti ulteriori di riflessione e di studio con don Arturo che ha ricevuto i ringraziamenti da tutti noi e soprattutto dal presidente Giuliano e da Daniela che sono stati contenti di rivederlo.

Una giornata come questa andrebbe riproposta durante l’anno sociale, per calarsi nella dimensione a largo spettro della cultura vocazionale in cui è intessuto il carisma serrano laico a sostegno di una nuova civiltà del Bene modellato sul Vangelo ed incarnato nei nostri tempi. “Non abbiate paura, aprite anzi spalancate le porte a Cristo”, così san Giovanni Paolo II ci ha indicato e così vorremmo continuare o almeno ci proveremo.

Maria Luisa Coppola