Reggio Calabria. Il Serra Club ricorda Maria Mariotti, una protagonista del movimento cattolico reggino
Maria Mariotti e il suo archivio: Una protagonista del movimento cattolico reggino

da sx Arconte, Idotta, Don Pangallo. Mazzitelli, Borrelli
Nel 5° anniversario dalla morte il Serra Club ha voluto ricordare la prof.ssa Maria Mariotti, figura di spicco per il suo impegno nell’ambito civile ed ecclesiale sia nella diocesi di Reggio Bova e in Calabria che a livello nazionale.
A parlare della Mariotti sono stati chiamati, il 23 gennaio 2024 nell’Aula Magna del Seminario Arcivescovile Pio XI di Reggio Calabria, alla presenza di un pubblico numerosissimo, la prof.ssa Caterina Borrello e la dott.ssa Maria Pia Mazzitelli. A condurre l’incontro di formazione previsto nel programma annuale del Serra Club di Reggio Calabria è stato il dott. Rosario Idotta, vice presidente Programmi. Il Presidente Oreste Arconte ha aperto i lavori ringraziando i convenuti e spiegando le finalità del Serra a sostegno delle vocazioni sacerdotali e della vita consacrata, ma anche di avvicinare i reggini al nostro Seminario Arcivescovile Pio XI. La prof.ssa Borrello si soffermò sulla vita e l’impregno della Mariotti a favore dell’emancipazione delle donne e dei giovani soprattutto calabresi e reggini. Maria Mariotti nasce a Reggio Calabria nel 1915 da una famiglia benestante e muore nel 2019 all’età di 104 anni. Si Lauria in Lettere e Filosofia all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Pur nella difficoltà di allontanarsi da Reggio “per circostanze familiari” e “per il lavoro in Diocesi”, da adulta, dirà che essa rappresentava “l’unica Università” che le offrisse la possibilità, “come laica e donna, di trovare il preciso indirizzo che desideravo” non essendo allora accessibili ai laici gli studi teologici. La fitta corrispondenza con la madre, quasi diaristica, permette di conoscere della Mariotti, fatti e riflessioni della sua nuova esperienza universitaria e della sua vita privata. Divenuta presidente del gruppo milanese della FUCI, si adoperò per la sua integrazione con la GF e la Cattolica. Infine la determinazione di rientrare in Calabria dopo la laurea, nonostante le diverse proposte di rimanere a Milano da parte di docenti, della Barelli e di p. Gemelli.
Rientrata a Reggio indirizzò il suo servizio formativo prevalentemente all’orientamento intellettuale e spirituale dei giovani, attraverso la professione di docente e le responsabilità associative (FUCI-Movimento Laureati/MEIC, CIF) ed ecclesiali, in una visione sapienziale incentrata sulla carità e la verità. Tra l’altro Maria Mariotti, contribuì alla fondazione della Deputazione di Storia Patria per la Calabria, dove per un ventennio fu presidente. La dott.ssa Maria Pia Mazzitelli, responsabile dell’Archivio Storico Diocesano ha fatto presente che il lavoro di riordinamento inventariazione dell’Archivio dal 2020 è ancora in corso. Esso consiste in 330 faldoni ed occupa all’incirca 60 metri lineari di scaffalatura. Dalle carte emerge la figura di una persona con una vita privata molto riservata. Mi chiedo, sottolinea la Mazzitelli, di quanto e di cosa rendere accessibile nel rispetto della pravisi della persona. Monsignore Antonino Denisi chiamato ad esprimere una sua opinione vistosamente commosso riesce soltanto a dire che di fronte un gigante come lo è stata la Mariotti si può stare solo in silenzio e pensare di iniziare la causa per il riconoscimento almeno delle Virtù Eroiche di una santa laica reggina. Concetto che il rettore don Nino Pangallo ha ripreso e rilanciato, “Perché nella vita cristiana di Maria Mariotti abbiamo visto una ricchezza straordinaria. Riconoscere le Virtù Eroiche di Maria Mariotti, conclude il rettore, Reggio non avrebbe altro che bene”.
Oreste Arconte













