Articoli

Club Genova Nervi. Passaggio di consegne e riflessione sulla “Christus vivit”

L’incontro conclusivo del Genova Nervi è stata l’occasione per il passaggio di consegne tra la Presidente uscente, Gabriella Mazè, e quello subentrante, Giacomo Righi.

Come da tradizione il Club ha invitato, all’incontro di fine anno, il Preside della locale Facoltà di Teologia, don Davide Bernini. E pure quest’anno i Serrani hanno apprezzato la sua  profonda preparazione biblica e la capacità di sintetizzare i contenuti di un documento articolato come la Christus vivit . Si tratta dell’ esortazione apostolica che, dopo il Sinodo di ottobre,  il Papa ha rivolto ai giovani e al popolo di Dio (la riflessione sui giovani interpella anche gli adulti).

Don Davide ha preliminarmente richiamato l’episodio del giovane ricco, che vuol conoscere Gesù. ... Continua a leggere

Club Genova Nervi. Meditare il Santo Rosario con la Sindone?

Nell’incontro di preghiera di marzo, Francesco di Bella ha proposto, un’inedita quanto suggestiva recita del Santo Rosario. Innovando rispetto alla consolidata abitudine di utilizzare i commenti di san Giovanni Paolo II, peraltro sempre interessanti, il socio fondatore del Genova Nervi ha suggerito di accompagnare la lettura dei brani evangelici riguardanti i misteri del dolore, con la contemplazione di alcune immagini della Sacra Sindone, che riflettono in modo crudo le atroci sofferenze di Gesù Cristo nel suo tragico, ma luminoso, percorso verso la Crocifissione.

L’accostamento tra il racconto evangelico e le tracce delle ferite impresse nel Sacro Lenzuolo costituisce un valore aggiunto che aiuta a comprendere “l’incommensurabile amore” con il quale il Figlio di Dio “ci ha amati per donarci la grazia della salvezza”. Un amore che “gli è costato tanto dolore, e tutto questo per cancellare il peccato dell’uomo, di ieri, di oggi e di domani”.

Dopo la recita meditata del Santo Rosario, Francesco ha rimarcato che “il cammino doloroso di Gesù non si conclude con una pietra sulla tomba: Gesù è risorto affinché noi avessimo la vita”. Egli non è uscito semplicemente dal sepolcro, ma è passato “dal tempo all’eterno”. A Lazzaro, il cui corpo era già in via di putrefazione, viene restituita la vita (non una nuova, ma quella che aveva prima). Con la Risurrezione, invece, Gesù è entrato nella vera Vita, primizia della nuova Creazione.

Ed è stato bello contemplare anche l’amore di Maria, “legata al mistero della Passione e della Croce del suo Figlio”. Come Serrani, desideriamo “essere buoni testimoni e costruttori di una società nella quale la scelta vocazionale venga sempre chiesta, accolta e sostenuta”. E’ un impegno da rinnovare con la preghiera. Come osservato dal card. Angelo Bagnasco, la preghiera, “anima di ogni apostolato”, ha da essere “continuativa per sostenere e favorire le vocazioni”.

Sergio Borrelli

Genova Nervi. I giovani e la Chiesa al tempo dei social media

Le nuove modalità di comunicazione, tramite i social media, sono un arricchimento, per i giovani, o aumentano la loro solitudine? E’ questo l’interrogativo al quale ha cercato di rispondere don Valentino Porcile, invitato al primo incontro del 2019 dei Serrani di Genova Nervi.

Don Valentino è un prete molto amato, oltre che dai suoi parrocchiani, da quanti lo hanno conosciuto in situazioni di emergenza (terremoti, alluvioni, crollo del ponte Morandi). Nell’incontro con il Serra (un’ampia sintesi si trova nel nostro sito Internet), si è soffermato sul significato della parabola del seminatore, iniziando dal seme che, cadendo sulla strada, non può dare frutto.

Ma se, di fronte all’assenza di risultati, dobbiamo arrenderci, non possiamo assimilare i giovani, anche se problematici, alla strada, al terreno che non da’ niente di buono. Ci conforta l’esempio di Gesù, che chiede da bere alla Samaritana: anche se era una peccatrice, pure lei era recuperabile.

Il relatore ha poi accennato al seme che, cadendo tra i sassi, non mette radici perché resta in superficie. Oggi viviamo in una sostanziale superficialità di relazioni. Pensiamo, ad esempio, allo smartphone, il cui uso improprio paradossalmente ingigantisce la solitudine dei giovani.

In realtà, le relazioni vere si costruiscono dedicando il tempo necessario per conoscersi. Siamo assorbiti, invece, da tanti impegni incalzanti (sport, musica, abuso dello smartphone), che non lasciano il tempo per ritrovare se stessi e avvertire la presenza del Signore. La cultura dominante esaspera le emozioni e le sensazioni superficiali, che diventano un criterio valoriale, un assoluto.

Tre parole sintetizzano la superficialità di tanti modi di vivere odierni: tutto, subito, facilmente. Per contro, molti non conoscono la parola sacrificio che, invece, è fondamentale a fini educativi: i progetti, i traguardi che ci poniamo non possono essere conquistati senza sacrifici.

Infine, il seme che cade nel terreno buono; i giovani desiderano incontrare Dio, ma ciò si avvera se sappiamo evitare che la fede sia solo emozione: se andiamo in profondità e lavoriamo sulle loro fragilità, essi si rivelano terreno fertile, capace di dare i frutti che il Signore si attende.

Sergio Borrelli

Per leggere tutto l’articolo clicca sotto.