Club di Prato. Conferenza su Curzio Malaparte.
Martedì 26 maggio 2026, si è tenuto l’incontro presso il Seminario Vescovile di Prato con il momento di preghiera animato dal nostro Cappellano, Monsignor Daniele Scaccini, che ci ha esortato a pregare sempre di più non soltanto per le vocazioni sacerdotali, ma anche per la Pace nel Mondo a cominciare dalla Terra santa che è in guerra da sempre ed è il luogo delle tre grandi fedi monoteiste, che devono cercare di convivere in pace fraterna. Non è mancata la presenza di Monsignor Basilio Petrà, Alessandro Bassi Luciani il Governatore della Toscana della realtà serrana con la moglie Daniela Musumeci, ex Governatrice Regionale, nonché ex Presidente del Serra club di Livorno.Dopo la cena ci siamo spostati nel refettorio per la conferenza tenuta dal Professor Walter Bernardi che ha parlato della figura dello scrittore, giornalista, regista Curt Erich Suckert più conosciuto come Curzio Malaparte nato a Prato il 9 Giugno 1898 nel centro della città di Via Magnolfi dove ha studiato al Convitto Cicognini sempre nel centro cittadino anche se ha vissuto in periferia soprattutto a Coiano e Santa Lucia nella Zona Nord della città ma si trasferì a Roma. Visse gli anni della Prima Guerra Mondiale del 1915-1918 dove scriverà il suo primo romanzo “Viva Caporetto” nel 1921 dove denuncia i crimini di guerra quando ci fu la disfatta di Caporetto nel 1917 guidati dal Generale Luigi Cadorna(1850-1928). Successivamente dovette affrontare le ingiustizie commesse dai regimi totalitari del fascismo italiano, nazismo tedesco e stalinismo russo che denunciò nelle sue opere così come fece durante lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale che andò dal 1939 al 1945 che la visse tutta come la prima e nel 1944 pubblicò il romanzo “Kaputt” in cui denuncia la persecuzione degli ebrei nei campi di concentramento. Finita la guerra riprende la sua vita normale anche se nel 1951 dirige un film intitolato “Il Cristo Proibito” che vinse il “Premio della Città di Berlino” per fare capire quanto non sia facile vivere in maniera coerente la fede cristiana per via della nella modernità mondana che il mondo allontana dimenticando i giusti e veri valori. La sua vita era dedicata alla politica tanto che alle elezioni amministrative del 1956 si candida nel Partito Repubblicano Italiano ma non venne eletto e da allora abbandonò la città senza farci ritorno ma nonostante i numerosi problemi di salute riuscì a completare una delle sue opere più famose che è “Maledetti Toscani” dove parlava in maniera piuttosto critica dei costumi toscani di tutte le città in modo particolare di Firenze e Prato dove era cresciuto. Le sue condizioni di salute peggiorano per via di un male brutto ai polmoni e si trova ricoverato alla Clinica Sanatrix di Roma dove riceve la visita di molte persone fra cui di vari religiosi come il gesuita Padre Virginio Rotondi(1912-1990) e Monsignor Pietro Fiordelli(1916-2004) dove notarono la sua “Conversione” alla fede cristiana e di questo ne furono testimoni. Malaparte spirò il 19 Luglio 1957 e i suoi funerali si svolsero a Roma con rito civile ma anche con rito religioso nel Duomo di Prato dove venne sepolto nel Cimitero della Chiesanuova ma per poco tempo perchè quattro anni dopo il 19 Luglio 1961 la sua salma venne spostata sul mausoleo del Monte Spazzavento nel Nord della città dove ci si arriva da Via delle Sacca Alta per poi seguire tutti i sentieri presenti fino a raggiungere il mausoleo e merita andarci perchè in questo posto è custodito un pezzo di storia importante che va tenuta a mente soprattutto da noi pratesi anche se la sua figura è conosciuta in altri parti del mondo.
Marco Giraldi-Addetto Stampa del Serra Club di Prato













