I nuovi linguaggi della fede : i MEME con Gioba

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Mercoledì 31 gennaio presso la parrocchia della Santa Famiglia , a Matera, nell’incontro organizzato dall’ ANSPI ,  Don Giovanni Berti (Bussolengo, 1967), in arte Gioba,  ci ha fatto sorridere parlando di religione.
Don Giovanni e? sacerdote dal 1993. Dal 2015 e? parroco a Moniga del Garda, nella diocesi di Verona.
Dopo il successo delle prime due raccolte di vignette, dedicate all’Antico e al Nuovo Testamento, don Giovanni Berti, in arte Gioba, torna in libreria con una terza raccolta, dedicata alla storia della Chiesa da san Pietro a papa Francesco. Aiutato come sempre da Lorenzo Galliani, giornalista e insegnante di religione, Gioba riassume in 80 gustose vignette inedite gli episodi e i personaggi chiave di una storia bimillenaria, con breve testi di commento che danno le coordinate fondamentali di fatti più o meno noti e aiutano a riflettere sul loro significato per la “nostra” storia di oggi. Sempre con il sorriso.
E’ stato molto interessante questo approccio alla religione  come possibile linguaggio alternativo  della fede , come proposto dal tema dell’anno sociale 2023/2024 del Serra Club International  :’ Il cambiamento del linguaggio della FEDE’ , l’annuncio, la trasmissione della fede, la vocazione.
Ogni tipo di comunicazione da quella umana a quella virtuale si muove all’insegna del linguaggio raffigurativo. Coglierne la logica moderna e le implicanze permane come sfida perenne per acquisire il contenuto che si intende trasmettere senza dimenticare che il fine della parola è la comunione.
Per questo Dio suscita in esso servi della Parola perché questa Sua comunicazione possa raggiungere tutti gli uomini. Fra questi le vocazioni di speciale consacrazione, annunciatori con il ministero e la vita, del Regno che viene.
Gesù ha una parola che libera e guarisce, perché non rimane astratta ma tocca la vita, la cambia dal di dentro. Il Vangelo non può essere un anestetico che consola e porta fuori dal mondo, ma è capace, se ascoltato davvero, di farci costruttori di un mondo nuovo. Se il Vangelo non muove il cuore significa che non lo stiamo davvero ascoltando e col sorriso è sicuramente efficace.