Lapide attentato al papa.

Sono trascorsi quarant’anni da quel 13 maggio 1981, quando in Piazza San Pietro avvenne l’attentato a Papa Giovanni Paolo II. I vari notiziari hanno ricordato questa ricorrenza e alla televisione è stata mostrata anche la piccola lapide posta nel luogo esatto dell’attentato e nella infermeria interna alla Città del Vaticano dove fu adagiato il Pontefice ferito, in attesa di trasportarlo al Policlinico  Gemelli.

Nel 2006, ricorrendo il XXV anniversario dell’attentato, il Consiglio Nazionale del Serra Italia, da me presieduto, chiese all’allora Sostituto alla Segreteria di Stato del Vaticano, mons. Leonardo Sandri, di poter ricordare l’evento, ponendo sul lastricato della piazza, una lapide nel luogo dove fu ferito il Santo Padre e stessa cosa all’interno dell’ infermeria vaticana.

Mons. Sandri accolse la nostra proposta e, se pur modificata nel testo, furono realizzate due semplici lapidi e collocate nel luogo dove avvenne l’attentato e sul pavimento della infermeria.

Anche se il nome del Serra Italia non viene ricordato, è giusto che tra i serrani non venga dimenticata questa loro  partecipazione ad un evento storico così  importante.

Prato, 13 maggio 2021                                               Vittorio Dabizzi

Giovanni Paolo II nel ricordo di papa Francesco

Il 13 maggio 2021 è stato il 40° anniversario dell’attentato a Papa Giovanni Paolo II. Ce l’ha ricordato Papa Francesco nell’incontro con i pellegrini polacchi al termine dell’’udienza generale del 12 maggio 2021, ripresa, a distanza di mesi, con la presenza dei fedeli, dopo l’allentamento delle misure restrittive imposte dall’emergenza della pandemia.

Era il 13 maggio 1981 quando Karol Jozef Wojtila, eletto Sommo Pontefice della Chiesa universale il 16 ottobre 1978, entrato da pochi minuti in Piazza San Pietro a bordo della sua Papamobile scoperta per un’udienza generale, subito dopo avere abbracciato una bambina era ferito gravemente da due colpi di pistola sparati dal killer professionista turco Alì Agca a tre metri di distanza. Trasportato d’urgenza al Policlinico Gemelli, privo di conoscenza, veniva sottoposto a un immediato intervento chirurgico, durato circa sei ore, per arrestare la massiccia perdita di sangue e per le gravi lesioni riportate da uno dei due colpi all’addome, con conseguente perforazione del colon e dell’intestino tenue. Dimesso il 3 giugno, era nuovamente ricoverato il 20 dello stesso mese a seguito di un’infezione, conseguenza del precedente intervento. Sottoposto a un successivo intervento il 5 agosto, veniva definitivamente dimesso e trasferito a Castel Gandolfo per trascorrere un lungo periodo di convalescenza dal 14 agosto al 30 settembre.

Dopo la sua definitiva guarigione Papa Giovanni Paolo II ritenne di essere stato miracolato dalla Madonna di Fatima per lo strano percorso del proiettile che, zigzagando all’interno dell’addome, aveva evitato tutti gli organi vitali fino a uscire dal bacino. L’attentato era avvenuto, infatti, nella ricorrenza della prima apparizione della Madonna ai pastorelli di Fatima e Giovanni Paolo II, convinto che fu la mano della Madonna a guidare la traiettoria del proiettile per salvargli la vita, volle che il bossolo del proiettile stesso fosse incastonato nella corona della statua della Vergine a Fatima. Papa Giovanni Paolo II andrà varie volte a Fatima e accoglierà varie volte l’immagine della Madonna pellegrina di Fatima a Roma in Piazza San Pietro.

La bontà di questo indimenticabile Pontefice, canonizzato da Papa Francesco il 27 aprile 2014, lo condusse a incontrare in prigione il suo attentatore Ali Agca due anni dopo, in prossimità del Natale 1983, per rivolgergli il suo perdono. “Ci siamo incontrati, disse in quella circostanza Papa Giovanni Paolo II, da uomini e da fratelli perché tutti siamo fratelli e tutte le vicende della nostra vita devono confermare quella fratellanza che proviene dal fatto che Dio è nostro Padre”.

A seguito della grazia concessa dal Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, Ali Agca, già condannato all’ergastolo, fu definitivamente estradato in Turchia nel 2000.

Queste le parole pronunciate da Papa Francesco per ricordare Giovanni Paolo II dopo l’udienza generale del 12 maggio: “Domani ricorre la memoria liturgica della Beata Vergine di Fatima e il 40.mo anniversario dell’attentato a San Giovanni Paolo II. Egli stesso sottolineava con convinzione che doveva la vita alla Signora di Fatima. Questo evento ci rende consapevoli che la nostra vita e la nostra storia nel mondo sono nelle mani di Dio. Al Cuore Immacolato di Maria affidiamo la Chiesa, noi stessi e tutto il mondo. Chiediamo nella preghiera la fine della pandemia, lo spirito di penitenza e la nostra conversione”.

Cosimo Lasorsa

Omelia di Papa Francesco alla S.Messa con Ordinazioni Presbiteriali, 25 aprile 2021.

Una omelia da leggere tutta con attenzione, anche noi serrani impegnati a sostenere i nostri cari sacerdoti.

Papa Francesco ricorda che il sacerdozio non è una “carriera”, è un servizio, da dare con uno stile di vicinanza, di compassione, e di tenerezza. Vicinanza con Dio nella preghiera, nei Sacramenti e nella Messa. Vicinanza al Vescovo, perché nel Vescovo voi avrete l’unità. Vicinanza tra voi…. “mai sparlare di un fratello sacerdote!”. Vicinanza al popolo di Dio… “Non dimenticatevi da dove siete venuti: dalla vostra famiglia, dal vostro popolo… Siate sacerdoti di popolo, non chierici di Stato!”.

Buona lettura

Fratelli carissimi, questi nostri figli sono stati chiamati all’ordine del presbiterato. Riflettiamo attentamente a quale ministero saranno elevati nella Chiesa.

Come voi sapete, fratelli, il Signore Gesù è il solo sommo sacerdote del Nuovo Testamento; ma in lui anche tutto il popolo santo di Dio è stato costituito popolo sacerdotale. Nondimeno, tra tutti i suoi discepoli, il Signore Gesù volle sceglierne alcuni in particolare, perché esercitando pubblicamente nella Chiesa in suo nome l’ufficio sacerdotale a favore di tutti gli uomini, continuassero la sua personale missione di maestro, sacerdote e pastore. ... Continua a leggere

Club di Palermo. Impegni per maggio 2021.

Carissime amiche e carissimi amici del Serra Club di Palermo,

anche in questi tempi segnati dalla pandemia, l’annuncio della Resurrezione ha vivificato la nostra Fede e riempito di gioia i nostri cuori.

In occasione di questa Santa Pasqua una gioia in più l’ha donata a noi Serrani palermitani una affettuosa lettera con la quale Sua Eminenza Reverendissima il Cardinale Paolo Romeo, Arcivescovo emerito di Palermo, ha voluto farci sapere che “accompagna con il pensiero e con la preghiera le varie lodevoli iniziative” del nostro Club e che augura a tutti noi “che la luce che si sprigiona dal costato squarciato del Cristo Risorto sia sorgente di nuova vita e fonte di ogni grazia”. Siamo particolarmente lieti e profondamente grati di questo affettuoso pensiero di Sua Eminenza Reverendissima il Cardinale Paolo Romeo che, con la stessa paterna benevolenza con la quale è stato costantemente vicino al nostro Club negli anni del Suo Alto Ministero palermitano, continua sempre a sostenerci con la Sua autorevole attenzione per le nostre attività.

In prossimità della Santa Pasqua abbiamo ricevuto un’affettuosa lettera anche da parte della Comunità del Seminario e ne ho dato lettura a quelli di Voi che erano presenti alla Celebrazione Eucaristica del 26 marzo. E’ una lettera molto bella che prende spunto dalla nostra recente donazione dei libri necessari alla formazione dei Seminaristi per ringraziare calorosamente tutti i Serrani della “generosità e vicinanza e del continuo sostegno” nei confronti del Seminario. La lettera, che inizia con il versetto dell’Evangelista Matteo “il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà” (Mt 6,3), prosegue sottolineando l’importanza della presenza e dell’attività del Serra Club di Palermo perché è “particolarmente necessario che tutto il Popolo Santo di Dio si renda protagonista in prima persona della formazione e della crescita dei futuri pastori” ed in conclusione esprime “una riconoscenza che si trasforma in preghiera per ciascuno di noi, per le nostre famiglie e per le nostre comunità”.

Peraltro in questo tempo di Pasqua numerosi sono stati i segni della Grazia perché tanti giovani del nostro Seminario sono andati avanti nel loro cammino vocazionale: a Castelvetrano il 10 aprile Daniele La Porta ha ricevuto il Ministero del Lettorato e l’11 aprile Erasmo Barresi è stato ammesso tra i candidati all’Ordine Sacro; ed ancora a Trapani il 25 aprile Antonino Castelli e Matteo Peralta hanno ricevuto, rispettivamente, il Ministero del Lettorato ed il Ministero dell’Accolitato. Come sempre abbiamo accompagnato con le nostre preghiere tutte queste importanti tappe del percorso di Fede dei nostri Seminaristi, anche se, purtroppo, le limitazioni imposte dalla perdurante emergenza sanitaria ci hanno impedito di essere presenti alle Celebrazioni.

Un’altra bella notizia è che la nostra Socia e past-Presidente, nonché attuale Governatrice del Distretto Serra 77, la prof.ssa Mariuccia Lo Presti, ci ha dato la sua affettuosa disponibilità a parlarci sul tema “Giuseppe uomo giusto (Mt. 1-2)”. Siamo particolarmente grati alla nostra Mariuccia, della quale tutti conosciamo ed apprezziamo le qualità personali ed accademiche, perché ci offrirà l’interessante opportunità di riflettere sulla figura di San Giuseppe proprio nell’anno che Sua Santità Papa Francesco ha voluto dedicare a questo grande Santo che è modello di rettitudine, di modestia e di accoglienza con fiducia e coraggio della volontà di Dio. A causa del protrarsi delle limitazioni e delle incertezze causate dalla pandemia, dovremo ascoltare questa bella relazione in videoconferenza e quindi ci incontreremo “virtualmente” venerdì 14 maggio alle ore 18,30 collegandoci ciascuno da casa propria con il proprio computer: in prossimità del momento dell’incontro riceverete per E-mail e per WhatsApp le indicazioni per il collegamento alla videoconferenza.

Con l’occasione mi fa piacere richiamare ancora una volta la Vostra attenzione sulla Fondazione Serra e sull’importante funzione di sostegno alle vocazioni che svolge in tutta Italia mediante, tra l’altro, l’erogazione di Borse di Studio a favore di Seminaristi che necessitano di sostegno. La Fondazione opera avvalendosi dei fondi del “5×1000” e quindi, in questo periodo di adempimenti fiscali, esorto tutti ad inserire nella prossima dichiarazione dei redditi nello spazio dedicato alla destinazione del “5×1000” il codice fiscale della Fondazione Italiana di Religione Beato Junipero Serra: codice fiscale 95018870105.

E’ una scelta che non ci costa nulla e che ci consente di contribuire concretamente al sostegno che la Fondazione offre ai Seminaristi ed ai Seminari come quello di Palermo.

OMISSIS

Con i più affettuosi saluti

Roberto Tristano

 

 

La storia di Samuel Piermarini: il prete calciatore ordinato presbitero dal Santo Padre il 25 aprile

«Giocavo ad alti livelli, la Roma mi ha chiamato per un provino», ricorda Samuel Piermarini, 28 anni e grande appassionato di calcio. «Alla fine dell’allenamento, Stramaccioni mi ha chiamato e mi ha detto ‘Piermarini, puoi firmare con noi!’, ma gli ho risposto che non potevo». Poi è entrato nel seminario romano Redemptoris Mater, e domenica 25 aprile è arrivato un altro contratto, questa volta con Dio: l’ordinazione presbiteriale.

Samuel è uno dei nove sacerdoti che hanno ricevuto la ordinazione sacerdotale da parte di Papa Francesco. Si sono formati nei vari seminari di Roma, e tra loro ci sono due latinoamericani, un colombiano e un brasiliano. Per contratto dovevo recitare il Rosario…

«Quando avevo 15 anni ho iniziato a lavorare per un signore anziano, lo aiutavo con il computer.

Nel contratto di lavoro c’era scritto chiaramente che dovevo pregare tutti i giorni con lui e recitare il Rosario. Quello che all’inizio vedevo come un’imposizione è diventato per me una necessità».

È quanto ha raccontato Mateus Enrique Ataide Da Cruz, 29 anni, nato in Brasile e trasferitosi a Roma sette anni fa per frequentare il Seminario di Nostra Signora del Divino Amore. Parole simili le ha pronunciate Diego Armando Berrera Parra, 27enne colombiano: «Una volta concluso il baccalaureato in Colombia, ho svolto lavori volontari nel carcere minorile e in una fondazione per tossicodipendenti. Lì è nato il mio desiderio di poter aiutare e servire gli altri per sempre».

Prima ordinazione dopo la pandemia. Papa Francesco, come vescovo di Roma, torna a ordinare sacerdoti nella sua diocesi dopo la pausa che ha dovuto compiere a causa della prima ondata di contagi da coronavirus in Italia.

Tema dell’anno sociale 2021/2022

Il discorso della montagna di Carl Heinrich Bloch (1877)

“VIVERE LE BEATITUDINI E’ RENDERE ETERNO QUELLO CHE PASSA. E’ PORTARE IL CIELO IN TERRA”

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